Quaderni

Uniti per il Sistema Sanitario Nazionale — #MobilitiamociAdesso

Men­tre in que­sto perio­do assur­go­no agli ono­ri del­la cro­na­ca quo­ti­dia­na i costan­ti tagli alla Sani­tà regio­na­li e nazio­na­li, i macro­sco­pi­ci erro­ri nel­la gestio­ne del­l’e­pi­de­mia in mol­te regio­ni, la man­can­za di esa­mi dia­gno­sti­ci mole­co­la­ri per Covid dif­fu­si e tem­pe­sti­vi, le tra­gi­che situa­zio­ni nel­le RSA (per cita­re alcu­ni dei temi su cui si è con­cen­tra­to il dibat­ti­to), inve­ce c’è una fet­ta di Siste­ma Sani­ta­rio Nazio­na­le che vie­ne spes­so dimen­ti­ca­to, i Medi­ci in Formazione.

Il Piemonte verso la Fase 3: facciamo spazio

L’e­mer­gen­za sani­ta­ria è tut­t’al­tro che con­clu­sa: come sot­to­li­nea il viro­lo­go Cri­san­ti, in que­sti gior­ni le cifre del con­ta­gio sono pres­sap­po­co le stes­se del pri­mo gior­no di loc­k­do­wn. E soprat­tut­to in Pie­mon­te il trend è pre­oc­cu­pan­te: sca­val­ca­ta l’E­mi­la Roma­gna, sia­mo diven­ta­ti la secon­da regio­ne per nume­ro di infet­ti, die­tro la Lombardia.

Un’emozione fortissima — #SilviaLibera

Vor­rei rin­gra­zia­re tut­te e tut­ti: sono miglia­ia le per­so­ne che han­no con­di­vi­so e par­te­ci­pa­to, con pas­sio­ne, ogni gior­no, per un tem­po infi­ni­to. Cre­do non lo dimen­ti­che­re­mo. E non smet­te­re­mo mai di cre­der­ci e di spe­ra­re che le cose pos­sa­no anda­re bene. Meglio. Sempre.

La nuova normalità

In que­sti gior­ni in cui si sta imma­gi­nan­do il ritor­no alla “nor­ma­li­tà di pri­ma”, mol­te isti­tu­zio­ni, a par­ti­re dal­le regio­ni, stan­no appro­van­do tut­ta una serie di deli­be­re e di atti che, appun­to, ci faran­no tor­na­re alla “nor­ma­li­tà di pri­ma”. Ma se la nor­ma­li­tà di pri­ma era il pro­ble­ma, per­ché ci si con­ti­nua a muo­ve­re lun­go lo stes­so sol­co che sap­pia­mo bene dove ci ha condotto?

Modello ipermarket ai titoli di coda?

Le sfi­de per il mer­ca­to del­la GDO  riman­go­no sem­pre la fram­men­ta­zio­ne del con­su­mo di pro­dot­ti (con­ti­nua il boom del­le ven­di­te onli­ne) ali­men­ta­ri (e non solo) e una rete di ven­di­ta da rein­ven­ta­re. Per ades­so i fat­to­ri che stan­no inci­den­do sul­la spi­ra­le invo­lu­ti­va sono la ridu­zio­ne del fat­tu­ra­to e il con­se­guen­te taglio di costi (soprat­tut­to di per­so­na­le) ed è dif­fi­ci­le pro­no­sti­car­ne una ripre­sa o la stabilizzazione.

Tornare a casa: un diritto anche per i siciliani

Pub­bli­chia­mo la let­te­ra di Anto­nio, che è diven­ta­ta una peti­zio­ne che pote­te sot­to­scri­ve­re qui, dan­do voce a chi, come mol­ti fuo­ri­se­de per stu­dio o lavo­ro, è in dif­fi­col­tà nel rien­tra­re a casa, nono­stan­te voglia far­lo rispet­tan­do la sicu­rez­za pro­pria e altrui e nel­le moda­li­tà e tem­pi­sti­che con­sen­ti­te dai decreti. 

La anormalità del lavoro culturale: la fase tre per cambiare le cose

La vera sfi­da è ren­de­re le moda­li­tà di lavo­ro cul­tu­ra­le soste­ni­bi­li per chi le svol­ge. È con­si­de­ra­re a pie­no tito­lo chi svol­ge un lavo­ro cul­tu­ra­le un lavo­ra­to­re e una lavo­ra­tri­ce, con lo stes­so dirit­to di tut­ti gli altri a vive­re del­la pro­pria atti­vi­tà, del pro­prio talen­to ma anche del­la pro­pria formazione

Stiamo calpestando il futuro

Il rap­por­to IPBES ha valu­ta­to i cam­bia­men­ti avve­nu­ti negli ulti­mi 50 anni, for­nen­do un qua­dro com­ple­to del­le rela­zio­ni che inter­cor­ro­no tra le vie segui­te dal­lo svi­lup­po eco­no­mi­co e il loro impat­to sul­la natu­ra: è negli ulti­mi 50 anni che la velo­ci­tà dei cam­bia­men­ti glo­ba­li in natu­ra è sen­za precedenti.