Quaderni

Garante per l’infanzia, Druetti e Capogna (Possibile): Terragni non doveva uscire da Enoc, si dimetta

Fran­ce­sca Druet­ti, segre­ta­ria nazio­na­le di Pos­si­bi­le e Gian­mar­co Capo­gna, coor­di­na­to­re del comi­ta­to scien­ti­fi­co e por­ta­vo­ce di “Pos­si­bi­le LGBTQ+”, com­men­ta­no nega­ti­va­men­te la deci­sio­ne di Mari­na Ter­ra­gni, garan­te nazio­na­le dell’infanzia di usci­re da Enoc, la rete euro­pea dei garan­ti.

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La garante italiana dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza esce dall’ENOC. Ora si dimetta.

La tute­la del­l’in­fan­zia non dovreb­be mai tra­sfor­mar­si in un eser­ci­zio di iso­la­men­to. Deve esse­re, al con­tra­rio, un cam­mi­no con­di­vi­so, ita­lia­no, ed euro­peo.
Per que­sto ci unia­mo alla richie­sta già lan­cia­ta da impor­tan­ti asso­cia­zio­ni, in pri­mis Fami­glie Arco­ba­le­no, di dimis­sio­ni del­la Garan­te ita­lia­na per l’in­fan­zia e l’a­do­le­scen­za.

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Ci stanno togliendo la sanità pubblica, un pezzo alla volta

Fon­da­zio­ne Gim­be ha pre­sen­ta­to alla Came­ra il nono Rap­por­to sul Ser­vi­zio sani­ta­rio nazio­na­le. 18,8 miliar­di: tan­to ha per­so la sani­tà pub­bli­ca tra il 2023 e il 2026. Per qua­le magia sono “spa­ri­ti” que­sti sol­di? Nei docu­men­ti uffi­cia­li il Fon­do sani­ta­rio sale e il gover­no riven­di­ca l’au­men­to. Ma la quo­ta di Pil desti­na­ta alla sani­tà è sce­sa e l’in­fla­zio­ne si è “man­gia­ta” il resto.

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Legge elettorale: quando la destra va al potere, lo usa con tutta la forza che riesce a dispiegare

Le for­ze poli­ti­che di destra, quan­do rag­giun­go­no il pote­re, non sono dispo­ste a rico­no­sce­re alcun limi­te deri­van­te dall’esperienza isti­tu­zio­na­le di decen­ni o di seco­li, non inten­do­no rispet­ta­re accor­di o con­sue­tu­di­ni che han­no garan­ti­to l’equilibrata gestio­ne del pote­re da par­te del­la mag­gio­ran­za di tur­no. Quan­do con­qui­sta­no il pote­re, lo usa­no con tut­ta la for­za che rie­sco­no a dispie­ga­re, sen­za alcu­na for­ma di auto­li­mi­ta­zio­ne.

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Scritte intimidatorie e razziste a Udine, Druetti (Possibile): Siamo al fianco di Di Lenardo e Manfredi

Fran­ce­sca Druet­ti (Pos­si­bi­le) espri­me soli­da­rie­tà e vici­nan­za ad Andrea Di Lenar­do (con­si­glie­re di Avs-Pos­si­bi­le a Udi­ne), che si è visto reca­pi­ta­re davan­ti un bigliet­to con­te­nen­te fra­si raz­zi­ste e gene­ri­che minac­ce.

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Casa, Druetti (Possibile): politiche abitative rimettano al centro le persone

Le mobi­li­ta­zio­ni con­tro gli sfrat­ti a Madrid e la vit­to­ria del­la Lin­ke a Ber­li­no sono il segna­le che il dirit­to alla casa rap­pre­sen­ta un tema cru­cia­le in tut­te le cit­tà euro­pee. In Ita­lia non pos­sia­mo fare fin­ta di nien­te.

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La privatizzazione della formazione universitaria dei medici è una scelta politica che va combattuta

La for­ma­zio­ne uni­ver­si­ta­ria non è e non può esse­re un fat­to mera­men­te tec­ni­co, ma pri­ma di tut­to cul­tu­ra­le. La pri­va­tiz­za­zio­ne e fram­men­ta­zio­ne del­la for­ma­zio­ne uni­ver­si­ta­ria dei medi­ci è una scel­ta poli­ti­ca che va com­bat­tu­ta.

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Nove mesi senza rinnovo del contratto di educatrici ed educatori. E il “salario giusto” può aspettare

Il CCNL del­le Coo­pe­ra­ti­ve Socia­li è sca­du­to il 31 dicem­bre 2025. Sono pas­sa­ti nove mesi e il rin­no­vo anco­ra non c’è. La trat­ta­ti­va è ini­zia­ta a luglio, è vero, ma nel frat­tem­po oltre 437 mila lavo­ra­tri­ci e lavo­ra­to­ri con­ti­nua­no a lavo­ra­re con un con­trat­to sca­du­to, in un set­to­re che com­pren­de assi­sten­za, ser­vi­zi socio­sa­ni­ta­ri, edu­ca­zio­ne, inclu­sio­ne e inse­ri­men­to lavo­ra­ti­vo. E par­lia­mo di un con­trat­to che, già pri­ma di sca­de­re, non era cer­to un esem­pio di ric­chez­za sala­ria­le

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