Druetti (Pos): ONU critica i centri per migranti in Albania, Meloni abbandoni il progetto

Mentre Meloni continua a dire che "funzioneranno", i campi per le persone migranti di Gjadër in Albania sono finiti al centro delle preoccupazioni e critiche del comitato ONU contro la Tortura e Comportamenti Disumani e Degradanti. E la notizia già si commenta da sola sottolineando il fallimento e lo scempio etico e politico di questo progetto.

Druet­ti (Pos­si­bi­le): ONU cri­ti­ca i cen­tri per migran­ti in Alba­nia, Melo­ni abban­do­ni il pro­get­to

“Men­tre Melo­ni con­ti­nua a dire che “fun­zio­ne­ran­no”, i cam­pi per le per­so­ne migran­ti di Gja­dër in Alba­nia sono fini­ti al cen­tro del­le pre­oc­cu­pa­zio­ni e cri­ti­che del comi­ta­to ONU con­tro la Tor­tu­ra e Com­por­ta­men­ti Disu­ma­ni e Degra­dan­ti. E la noti­zia già si com­men­ta da sola sot­to­li­nean­do il fal­li­men­to e lo scem­pio eti­co e poli­ti­co di que­sto pro­get­to.”

Lo dichia­ra la Segre­ta­ria Nazio­na­le di Pos­si­bi­le Fran­ce­sca Druet­ti, com­men­tan­do il report del Comi­ta­to ONU, dispo­ni­bi­le qui: https://www.ohchr.org/en/press-releases/2025/11/un-committee-against-torture-publishes-findings-albania-argentina-bahrain

“Il Comi­ta­to ONU — con­ti­nua Druet­ti — ha espres­so dub­bi sul Pro­to­col­lo Ita­lia-Alba­nia, in par­ti­co­la­re sul­la man­can­za di chia­rez­za sul­la giu­ri­sdi­zio­ne e sul rispet­to del divie­to di refoul­ment (prin­ci­pio fon­da­men­ta­le del dirit­to inter­na­zio­na­le).

 
Ha inol­tre evi­den­zia­to dub­bi riguar­do la con­for­mi­tà alla Con­ven­zio­ne con­tro la tor­tu­ra così come l’as­sen­za di dati affi­da­bi­li su tor­tu­re, mal­trat­ta­men­ti e uso ecces­si­vo del­la for­za da par­te del­la poli­zia. La deten­zio­ne del­le per­so­ne migran­ti è una vio­la­zio­ne del­la digni­tà uma­na, come dimo­stra­no chia­ra­men­te le nume­ro­se pro­ve dai nostri CPR. Depor­ta­re le per­so­ne con­tro la pro­pria volon­tà per­lo­più in un pae­se con cui non han­no lega­mi, non può in alcun modo esse­re con­si­de­ra­to ragio­ne­vo­le o soste­ni­bi­le.
 
Noi con­ti­nue­re­mo a chie­de­re la chiu­su­ra non solo del CPR di Gja­der ma anche di tut­ti quel­li pre­sen­ti in Ita­lia, per­ché rap­pre­sen­ta­no luo­ghi in cui i dirit­ti uma­ni ven­go­no cal­pe­sta­ti quo­ti­dia­na­men­te.”

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