“Parafrasando Orwell, che evidentemente Giorgia Meloni ha letto prendendolo a modello, tutti i voti sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri: non si capisce altrimenti perché la nuova legge elettorale, costruita appositamente per dare una larga maggioranza di governo a chi vince, debba stabilire che tra i voti dei cittadini che votano quella coalizione alcuni saranno conteggiati, mentre altri saranno scartati.”
Lo dichiarano Giuseppe Civati e Francesca Druetti (fondatore e segretaria di Possibile), intervenendo alla conferenza stampa sulla nuova legge elettorale organizzata da Riccardo Magi alla Camera dei Deputati.
“Per le forze politiche - sottolinea Civati - sarà anche obbligatorio indicare il nome del candidato premier, unico per ogni coalizione: al di là della forzatura e dell’incostituzionalità, non dovrebbe quel voto costituire una chiarissima preferenza da parte del cittadino che lo ha espresso? Come si fa a dire che un voto, fosse anche per Giorgia Meloni premier, nel caso sia di nuovo lei a guidare la destra e non Vannacci, non è valido perché la lista su cui ha messo la croce non ha raggiunto lo sbarramento? Questo è un problema democratico serio, che non ha nulla a che vedere con la proliferazione delle liste piccole o la dispersione, anzi è ritagliata su misura per le esigenze della destra: non è contro la dispersione, piuttosto è a favore dell’accentramento.”
“La legge elettorale - conclude Druetti - non è un argomento secondario. Sono le regole del gioco, e il gioco si chiama democrazia. A questo punto tanto vale indicare per quale partito si può votare, come del resto si faceva già durante un Ventennio, quello sì, cui sicuramente si ispira questa maggioranza. In ogni caso, a una legge che mortifica il pluralismo bisogna rispondere con pluralismo e trasparenza offrendo strumenti di partecipazione che la legge impedisce, e proporre emendamenti che possano mitigarne l’effetto devastante.”










