Clima Ambiente Energia

Non semplifichiamo a scapito delle questioni ambientali, non ce lo possiamo permettere

È del tut­to evi­den­te che sia­mo di fron­te alla man­can­za di una cul­tu­ra ambien­ta­le seria su que­sti stru­men­ti. La Valu­ta­zio­ne di impat­to ambien­ta­le e la Valu­ta­zio­ne ambien­ta­le stra­te­gi­ca rap­pre­sen­ta­no, negli altri pae­si euro­pei, gli stru­men­ti per rag­giun­ge­re uno svi­lup­po eco­no­mi­co “sano” men­tre da noi sono visti come un limi­te allo svi­lup­po eco­no­mi­co.

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Cosa ci insegna il disastro di Norilsk nella Giornata Mondiale dell’Ambiente

Inte­res­si eco­no­mi­ci, inte­res­si socia­li e inte­res­si ambien­ta­li sono i tre pila­stri su cui costrui­re una socie­tà soste­ni­bi­le. La soste­ni­bi­li­tà si rea­liz­ze­rà solo se que­sti tre para­me­tri avran­no ugua­le digni­tà e impor­tan­za in tut­te le deci­sio­ni. Nell’esatto momen­to in cui uno dei tre para­me­tri acqui­ste­rà mag­gio­re impor­tan­za rispet­to agli altri il siste­ma pre­ci­pi­te­rà nuo­va­men­te. Dare ugua­le digni­tà agli inte­res­si eco­no­mi­ci, socia­li e ambien­ta­li, tene­re insie­me la giu­sti­zia socia­le e quel­la cli­ma­ti­ca, è la rivo­lu­zio­ne che dob­bia­mo fare, sen­za nes­sun ten­ten­na­men­to. La rivo­lu­zio­ne dell’uguaglianza non può aspet­ta­re.

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Se continuiamo a bruciare i rifiuti quando investiamo nell’economia circolare?

Se con­ti­nuia­mo ad inve­sti­re sul­l’in­ce­ne­ri­men­to di rifiu­ti rin­vie­re­mo a data futu­ra gli inve­sti­men­ti neces­sa­ri sul­l’e­co­no­mia cir­co­la­re, sul­la rimo­du­la­zio­ne del­le filie­re pro­dut­ti­ve dove i pro­dot­ti ven­go­no pen­sa­ti nel loro inte­ro ciclo (non solo fino al con­su­ma­to­re), fino a tor­na­re come mate­ria pri­ma secon­da­ria. Non sono poche le cri­ti­ci­ta nor­ma­ti­ve anco­ra da risol­ve­re sul­l’End of Waste, fon­da­men­ta­li per tut­te le azien­de del set­to­re che pos­so­no inter­rom­pe­re la linea­ri­tà del model­lo pro­dut­ti­vo (ormai inso­ste­ni­bi­le per il Pia­ne­ta).

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Tutelare la biodiversità è l’unica “nuova normalità” possibile

La bio­di­ver­si­tà è fon­da­men­ta­le per la vita poi­ché non solo costi­tui­sce una risor­sa di per se stes­sa, ma soprat­tut­to per­ché for­ni­sce un’ampia gam­ma di ser­vi­zi eco­si­ste­mi­ci dai qua­li dipen­dia­mo, dal­la for­ni­tu­ra di cibo e acqua dol­ce, all’impollinazione.

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Il Pianeta ha la febbre. Iniziamo la cura dall’agricolura.

Le piog­ge si stan­no facen­do atten­de­re in gran par­te del Pae­se, in Sici­lia è sta­to il gen­na­io più sec­co mai regi­stra­to. A rischio la cam­pa­gna cerea­li­co­la e non solo, un inver­no par­ti­co­lar­men­te cal­do (qual­cu­no affer­ma che il 2020 ver­rà ricor­da­to come l’an­no sen­za inver­no) ha por­ta­to a fio­ri­tu­re anti­ci­pa­te e allo sta­to avan­za­to di gem­ma­zio­ne

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Le piog­ge si stan­no facen­do atten­de­re in gran par­te del Pae­se, in Sici­lia è sta­to il gen­na­io più sec­co mai regi­stra­to. A rischio la cam­pa­gna cerea­li­co­la e non solo, un inver­no par­ti­co­lar­men­te cal­do (qual­cu­no affer­ma che il 2020 ver­rà ricor­da­to come l’an­no sen­za inver­no) ha por­ta­to a fio­ri­tu­re anti­ci­pa­te e allo sta­to avan­za­to di gem­ma­zio­ne

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La COP25 di Madrid, una tremenda delusione

“Sia­mo in un momen­to cri­ti­co riguar­do i nostri sfor­zi col­let­ti­vi per limi­ta­re il peri­co­lo­so riscal­da­men­to glo­ba­le. Entro la fine del pros­si­mo decen­nio sare­mo su uno di due per­cor­si: uno è il per­cor­so del­la resa, su cui abbia­mo cam­mi­na­to dor­mien­ti oltre il pun­to di non ritor­no, met­ten­do a rischio la salu­te e la sicu­rez­za di tut­ti

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“Il mare comincia da qui” — Campagna di sensibilizzazione sull’inquinamento idrico

Ici com­men­ce la mer, ne rien jeter. Qui comin­cia il mare, non but­ta­re nien­te: è quel­lo che tro­va­te scrit­to vici­no ai tom­bi­ni a Col­liou­re, un pic­co­lo comu­ne fran­ce­se nel dipar­ti­men­to dei Pire­nei orien­ta­li. La cam­pa­gna lan­cia­ta per sen­si­bi­liz­za­re i cit­ta­di­ni sul tema dell’inquinamento del mare appe­na due anni fa si sta dif­fon­den­do anche in Ita­lia.

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Venezia. Palazzo Ferro Fini. Interno. notte.

Vene­zia. Palaz­zo Fer­ro Fini. Inter­no. not­te. Sono cir­ca le 22. Si discu­te la leg­ge di sta­bi­li­tà rela­ti­va al bilan­cio 2020. L’opposizione pre­sen­ta una serie di emen­da­men­ti che chie­do­no finan­zia­men­ti per le fon­ti rin­no­va­bi­li, per le colon­ni­ne elet­tri­che, per la sosti­tu­zio­ne degli auto­bus a gaso­lio con altri più effi­cien­ti e meno inqui­nan­ti, per la rot­ta­ma­zio­ne del­le

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Se ci spaventa di più la plastic tax che l’emergenza climatica

La tas­sa sul­la pla­sti­ca sta­bi­li­sce il prin­ci­pio “chi inqui­na paga”. È sacro­san­to che la col­let­ti­vi­tà ven­ga par­zial­men­te com­pen­sa­ta dei dan­ni impo­sti dal con­su­mi­smo sfre­na­to e del­la men­ta­li­tà usa-e-get­ta di set­to­ri pri­va­ti, che non han­no cer­to la salu­te del pia­ne­ta né quel­la pub­bli­ca come prin­ci­pio car­di­ne. 

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