Dl Sicurezza bis, Civati-Maestri: Salvini fa a pezzi diritti oltre a economia

“Pri­ma il decre­to sicu­rez­za bis, che rie­sce a peg­gio­ra­re quan­to già fat­to in pre­ce­den­za. Poi una serie di chiu­su­ra di cen­tri, dal­l’­Hub Mat­tei di Bolo­gna al Cara di Mineo, con il solo sco­po di fare pro­pa­gan­da e crea­re situa­zio­ni di disa­gio. La cam­pa­gna elet­to­ra­le infi­ni­ta di Mat­teo Sal­vi­ni sta distrug­gen­do tut­to: oltre all’e­co­no­mia, come rile­va­no i dati dif­fu­si nei gior­ni scor­si, ven­go­no fat­ti a pez­zi i dirit­ti. Sia i dirit­ti uma­ni, con l’ul­te­rio­re guer­ra dichia­ra­ta a chi sal­va vite in mare, che quel­li per mani­fe­sta­re dis­sen­so, con le restri­zio­ni nel­le mani­fe­sta­zio­ni pub­bli­che. Una svol­ta sem­pre più secu­ri­ta­ria che supe­ra il livel­lo di guar­dia”. Lo dichia­ra­no Giu­sep­pe Civa­ti, fon­da­to­re di Pos­si­bi­le, e Andrea Mae­stri, com­po­nen­te del­la segre­te­ria nazio­na­le di Pos­si­bi­le.

“Que­sta situa­zio­ne — aggiun­go­no Civa­ti e Mae­stri — richie­de una rispo­sta net­ta, for­te. Una rispo­sta costi­tu­zio­na­le e repub­bli­ca­na: non si può accet­ta­re lo sci­vo­la­men­to del­l’I­ta­lia su posi­zio­ni così retro­gra­de, che dan­neg­gia­no il tes­su­to socia­le e instil­la­no solo nuo­ve pau­re. Per­ché il pro­get­to leghi­sta è chia­ro: crea­re un Pae­se impau­ri­to, arma­to, chiu­so. Finen­do iso­la­ti non solo in Euro­pa ma in tut­to il mon­do”.

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Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare

Quel­lo che l’I­ta­lia chie­de, e che noi dob­bia­mo saper ascol­ta­re, è un con­fron­to serio sui con­te­nu­ti, che coin­vol­ga tut­te le for­ze che voglio­no costrui­re un’al­ter­na­ti­va al gover­no Melo­ni. Un con­fron­to che abbia al cen­tro la Costi­tu­zio­ne, che anco­ra una vol­ta si è rive­la­ta la bus­so­la intor­no a cui il Pae­se sa ritro­var­si. Per­ché la Costi­tu­zio­ne non è solo il testo che abbia­mo dife­so al refe­ren­dum, è l’o­riz­zon­te di un Pae­se più giu­sto che non abbia­mo anco­ra costrui­to.

Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

Dalla scuola di mobilitazione “Italia cosa vogliamo?” qualche strumento per il 2027

Ci por­tia­mo a casa soprat­tut­to una “cas­set­ta degli attrez­zi”: par­ti­re dal sen­so per cui ci si can­di­da e da una visio­ne rico­no­sci­bi­le, cono­sce­re il ter­ri­to­rio pri­ma di voler­lo rap­pre­sen­ta­re, costrui­re orga­niz­za­zio­ne dal bas­so, usa­re i social come stru­men­to e non come fine, con­tra­sta­re la vio­len­za digi­ta­le facen­do rete attor­no alle per­so­ne che la subi­sco­no.

Politicamp 2026: l’intervento della Segretaria Francesca Druetti

Sala­rio mini­mo, per­so­ne migran­ti, dirit­ti civi­li e socia­li, pia­no casa, bol­let­te, con­tra­sto all’emergenza cli­ma­ti­ca, inve­sti­men­ti nel­la salu­te e nel­l’i­stru­zio­ne pub­bli­ca… tro­via­mo cin­que pro­po­ste da fare subi­to. Spie­gan­do come fare, qua­li sono le rica­du­te con­cre­te sul­la vita del­le per­so­ne, dove tro­via­mo i sol­di. Spoi­ler: tas­san­do i ric­chi, ric­chis­si­mi che pos­so­no e devo­no con­tri­bui­re di più, per un mon­do miglio­re per tut­te e tut­ti, com­pre­si loro. Restan­do, per chi è pre­oc­cu­pa­to, comun­que mol­to ric­chi.