Politicamp 2026: l’intervento della Segretaria Francesca Druetti

Salario minimo, persone migranti, diritti civili e sociali, piano casa, bollette, contrasto all’emergenza climatica, investimenti nella salute e nell'istruzione pubblica… troviamo cinque proposte da fare subito. Spiegando come fare, quali sono le ricadute concrete sulla vita delle persone, dove troviamo i soldi. Spoiler: tassando i ricchi, ricchissimi che possono e devono contribuire di più, per un mondo migliore per tutte e tutti, compresi loro. Restando, per chi è preoccupato, comunque molto ricchi. 

Intan­to vi rin­gra­zio tut­ti per que­sta mat­ti­na­ta a cui tene­va­mo mol­to. 

Oggi Gior­gia Melo­ni ha scrit­to una cosa mol­to gra­ve in una lun­ga sequen­za di cose mol­to gra­vi che ci ha abi­tua­ti a sen­ti­re. 

Ha scrit­to che chie­de­re a chi par­te­ci­pa a una fie­ra del libro di dichia­rar­si anti­fa­sci­sta è cen­su­ra ed è incom­pa­ti­bi­le con qual­sia­si socie­tà demo­cra­ti­ca. Melo­ni, ti dò una noti­zia: se non puoi dichia­rar­ti anti­fa­sci­sta, sei fasci­sta. 

E que­sto sì che è incom­pa­ti­bi­le con la socie­tà demo­cra­ti­ca e con la nostra costi­tu­zio­ne anti­fa­sci­sta su cui anche lei ha giu­ra­to quan­do è diven­ta­ta pre­si­den­te. 

Dovrem­mo chie­der­lo non solo per le fie­re del libro il paten­ti­no anti­fa­sci­sta. Pen­sa­te: paten­ti­no anti­fa­sci­sta per chi si can­di­da a gui­da­re le isti­tu­zio­ni del pae­se. Fan­ta­scien­za.

Ci tro­via­mo in un momen­to peri­co­lo­so per la nostra repub­bli­ca, in cui la destra sta facen­do una gara con sé stes­sa nel­la dire­zio­ne di un estre­mi­smo vio­len­to e sen­za pudo­re. 

Non abbia­mo timi­dez­ze a defi­ni­re que­ste poli­ti­che fasci­ste, per­ché le abbia­mo sot­to gli occhi e per­ché non ce le han­no loro que­ste timi­dez­ze, nel descri­ver­si e nel­l’a­gi­re. Un pae­se civi­le, un pae­se con la nostra sto­ria, come può accet­ta­re che i suoi par­la­men­ta­ri ed euro­par­la­men­ta­ri discu­ta­no tran­quil­la­men­te in ogni stu­dio tele­vi­si­vo di depor­ta­zio­ne? Come può accet­ta­re, anco­ra, la com­pli­ci­tà nel geno­ci­dio del popo­lo pale­sti­ne­se? Come può accet­ta­re la discri­mi­na­zio­ne di sta­to sui cor­pi del­le don­ne, del­le per­so­ne trans, dei cor­pi migran­ti?

E se non abbia­mo esi­ta­zio­ne a chia­mar­li fasci­sti, la nostra poli­ti­ca e la nostra azio­ne deve orga­niz­zar­si di con­se­guen­za. Al fasci­smo abbia­mo già rispo­sto. Abbia­mo rispo­sto con la Resi­sten­za, abbia­mo rispo­sto con il CLN. Con le sue dif­fe­ren­ze e le sue posi­zio­ni diver­se ma con una cer­tez­za: che nel mon­do che vuo­le que­sta destra, fat­to di odio, pau­ra, di leg­ge del più for­te, di ric­chi sem­pre più ric­chi e gli altri sem­pre più pove­ri, di dio patria e fami­glia, di una poli­ti­ca e un’economia pre­da­to­ria sull’ambiente e sul­le per­so­ne, di cor­pi sen­za liber­tà e di repres­sio­ne di ogni dis­sen­so non ci voglia­mo vive­re. Non ci pos­sia­mo vive­re. 

Ieri e oggi al Poli­ti­camp abbia­mo par­la­to di come fare a dare un’al­ter­na­ti­va. Tut­te le per­so­ne su que­sto pal­co rap­pre­sen­ta­no par­ti­ti che lo stan­no facen­do quo­ti­dia­na­men­te. Visto che abbia­mo fat­to lo sfor­zo, oggi, di esse­re tut­ti qui per par­lar­ne insie­me, quel­lo che voglio chie­de­re a tut­ti noi è sem­pli­ce e allo stes­so tem­po deve richie­de­re tut­ti i nostri sfor­zi in que­sti mesi che ci sepa­ra­no dal pros­si­mo appun­ta­men­to elet­to­ra­le, di cui tut­ti sen­tia­mo l’importanza. 

Non cre­do di pec­ca­re di trop­pa sem­pli­fi­ca­zio­ne quan­do dico che lo sap­pia­mo cosa c’è da fare: in que­sto pae­se man­ca­no tan­te cose, su alcu­ne lavo­ria­mo tut­ti da decen­ni. Su alcu­ne abbia­mo per­so noi stes­si degli appun­ta­men­ti quan­do avrem­mo dovu­to coglier­li. Non abbia­mo più il lus­so di per­met­ter­ce­lo. Il rove­scio di que­sta meda­glia è che pos­sia­mo sce­glie­re del­le pro­po­ste che ci tro­va­no tut­ti d’accordo: fac­cia­mo­lo insie­me, par­tia­mo da quel­le. Per inva­li­da­re il lavo­ro che qui rap­pre­sen­tia­mo, ci dico­no che ci sono del­le cose che ci divi­do­no: ini­zia­mo a impe­gnar­ci a fare le altre, e avre­mo un pro­gram­ma più ambi­zio­so e con­vin­cen­te di mol­ti che abbia­mo visto in que­sti anni. 

Sala­rio mini­mo, per­so­ne migran­ti, dirit­ti civi­li e socia­li, pia­no casa, bol­let­te, con­tra­sto all’emergenza cli­ma­ti­ca, inve­sti­men­ti nel­la salu­te e nel­l’i­stru­zio­ne pub­bli­ca… tro­via­mo cin­que pro­po­ste da fare subi­to. Spie­gan­do come fare, qua­li sono le rica­du­te con­cre­te sul­la vita del­le per­so­ne, dove tro­via­mo i sol­di. Spoi­ler: tas­san­do i ric­chi, ric­chis­si­mi che pos­so­no e devo­no con­tri­bui­re di più, per un mon­do miglio­re per tut­te e tut­ti, com­pre­si loro. Restan­do, per chi è pre­oc­cu­pa­to, comun­que mol­to ric­chi. 

Dopo cin­que anni di destra disa­stro­sa, e ce lo dico­no i dati, non la nostra “sen­si­bi­li­tà woke”, inver­tia­mo subi­to la rot­ta. 

Pri­ma ho cita­to il CLN. Nel CLN c’erano i par­ti­ti, per­ché oltre a vin­ce­re, ser­vi­va rico­strui­re. Rico­strui­re e rap­pre­sen­ta­re di nuo­vo il pae­se. Ognu­no facen­do il pro­prio pez­zo. Da par­te nostra por­tia­mo il con­tri­bu­to di anni di pra­ti­ca poli­ti­ca, di ascol­to, stu­dio ed ela­bo­ra­zio­ne. Le bat­ta­glie che abbia­mo già con­di­vi­so con chi è su que­sto pal­co, la mobi­li­ta­zio­ne del­le per­so­ne che sono sta­te in piaz­za in que­sti anni con i nostri cor­pi e la nostra urgen­za di cam­bia­men­to. Por­tia­mo il nostro modo di fare poli­ti­ca, come una comu­ni­tà di per­so­ne che scel­go­no di impe­gnar­si per­ché è insop­por­ta­bi­le non far­lo quan­do l’ingiustizia e le disu­gua­glian­ze sem­bra­no esse­re insor­mon­ta­bi­li. Ma non lo sono, o lo sono meno, quan­do le affron­tia­mo insie­me, con la for­za del­le pro­po­ste e del­la par­te­ci­pa­zio­ne. 

Alla comu­ni­tà di Pos­si­bi­le lan­cio un appun­ta­men­to: que­sto autun­no agli sta­ti gene­ra­li per pre­pa­rar­ci al meglio alle ele­zio­ni. 

Por­tia­mo la clas­se diri­gen­te su cui abbia­mo lavo­ra­to in que­sti anni abbia­mo lavo­ra­to sul­la clas­se diri­gen­te e la rap­pre­sen­tan­za di que­sta comu­ni­tà. In que­sti due gior­ni ave­te visto qual­cu­no di loro, altri non pote­va­no esser­ci ma li cono­sce­te. Per­so­ne che sono sta­te elet­te per­ché han­no rap­pre­sen­ta­to con cre­di­bi­li­tà ed effi­ca­cia que­ste pro­po­ste. 

Tut­ti noi su que­sto pal­co lo sap­pia­mo che nel pro­ces­so demo­cra­ti­co è fon­da­men­ta­le can­di­da­re per­so­ne la cui espe­rien­za di vita e mili­tan­za riflet­ta quel­lo che rac­con­ta­no e che voglio­no por­ta­re nel­le stan­ze del gover­no. Que­sta è la stra­da: can­di­da­tu­re cre­di­bi­li che le per­so­ne pos­sa­no vota­re con con­vin­zio­ne e fidu­cia che poi faran­no quel­lo che abbia­mo deci­so di fare e per cui abbia­mo chie­sto di sce­glie­re noi e la nostra visio­ne del pae­se e del futu­ro. 

Impe­gnia­mo­ci su que­sto, per­ché pos­sia­mo far­lo, sap­pia­mo far­lo, ed è indi­spen­sa­bi­le che lo fac­cia­mo: non pos­sia­mo dimen­ti­car­ci il gior­no dopo il voto del­l’al­lar­man­te tas­so di asten­sio­ni­smo in que­sto pae­se. Non pos­sia­mo non ren­der­ci con­to che le per­so­ne inve­ce van­no a vota­re o si mobi­li­ta­no se pen­sa­no che il loro voto e la loro voce pos­sa por­ta­re un rea­le cam­bia­men­to. Le nostre pro­po­ste e le nostre can­di­da­tu­re devo­no esse­re quel cam­bia­men­to che spin­ga cit­ta­di­ni e cit­ta­di­ne a vota­re e vota­re noi. 

Quin­di quel­lo che vi pro­pon­go dopo la gior­na­ta di oggi è que­sto.

Fac­cia­mo que­ste 5 pro­po­ste con­cre­te. Per­ché 5? Cin­que pro­po­ste stan­no su un volan­ti­no. Cin­que pro­po­ste con­cre­te, che cam­bia­no la vita del­le per­so­ne: sala­ri, sani­tà, casa, costo dell’energia. 

Ser­ve un meto­do per sce­glie­re le can­di­da­tu­re. Sarà deci­si­vo. 

Allo stes­so modo, ser­ve qual­cu­no che all’interno del cam­po lar­go rap­pre­sen­ti una posi­zio­ne auten­ti­ca­men­te di sini­stra. 

È pos­si­bi­le, insie­me.

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