Dalla scuola di mobilitazione “Italia cosa vogliamo?” qualche strumento per il 2027

Ci portiamo a casa soprattutto una "cassetta degli attrezzi": partire dal senso per cui ci si candida e da una visione riconoscibile, conoscere il territorio prima di volerlo rappresentare, costruire organizzazione dal basso, usare i social come strumento e non come fine, contrastare la violenza digitale facendo rete attorno alle persone che la subiscono.

Come Pos­si­bi­le abbia­mo par­te­ci­pa­to alla resi­den­za “Ita­lia, cosa voglia­mo? Una scuo­la di atti­vi­smo e mobi­li­ta­zio­ne poli­ti­ca”, pro­mos­sa da Ti Can­di­do insie­me a Forum Disu­gua­glian­ze e Diver­si­tà, Actio­nAid, Ci Sarà Un Bel Cli­ma, Ita­lia Impos­si­bi­le e Offi­ci­na Comu­ne. Un’occasione di con­fron­to tra atti­vi­ste, ammi­ni­stra­tri­ci, asso­cia­zio­ni e for­ze poli­ti­che con un obiet­ti­vo chia­ro: costrui­re cam­pa­gne capa­ci di mobi­li­ta­re per­so­ne, crea­re allean­ze e spo­sta­re il sen­so comu­ne ver­so mag­gio­re giu­sti­zia socia­le, cli­ma­ti­ca ed eco­no­mi­ca.

Tra le ospi­ti del­la scuo­la c’e­ra anche la nostra segre­ta­ria Fran­ce­sca Druet­ti, invi­ta­ta insie­me ad altre figu­re del mon­do poli­ti­co e civi­co a rac­con­ta­re per­cor­si, pra­ti­che e visio­ni del­la par­te­ci­pa­zio­ne. Nel suo inter­ven­to ha ricor­da­to come l’im­pe­gno poli­ti­co pos­sa nasce­re da espe­rien­ze mol­to diver­se e tra­sfor­mar­si in costru­zio­ne col­let­ti­va:

«Di pro­po­ste ne abbia­mo tan­te, ma sia­mo fer­mi in que­sto immo­bi­li­smo, non abbia­mo una cri­si di rap­pre­sen­tan­za ma man­can­za di volon­tà poli­ti­ca. Il lavo­ro da fare è di crea­re il ter­re­no par­ten­do dal­le mani­fe­sta­zio­ni, eleg­gen­do per­so­ne mai elet­te che ven­go­no dai movi­men­ti di piaz­za o che ne rap­pre­sen­ta­no l’ascolto, per crea­re un nume­ro defi­ni­to di pro­po­ste in cui le for­ze poli­ti­che si uni­sco­no. Ci voglio­no pia­ni attua­ti­vi pre­ci­si, chia­rez­za e comu­ni­ca­zio­ne alle per­so­ne su sol­di, tem­pi e con­se­guen­ze per loro».

Un pas­sag­gio che ha attra­ver­sa­to mol­ti dei lavo­ri del­la scuo­la: la neces­si­tà di con­net­te­re le lot­te, supe­ra­re la fram­men­ta­zio­ne e tra­sfor­ma­re le pro­po­ste in volon­tà poli­ti­ca con­cre­ta.

Abbia­mo par­te­ci­pa­to ai labo­ra­to­ri dedi­ca­ti alla costru­zio­ne di cam­pa­gne con­di­vi­se ver­so le ele­zio­ni del 2027, come quel­la per una edu­ca­zio­ne ses­suo-affet­ti­va nel­le scuo­le, no ai CPR, una tas­sa patri­mo­nia­le, acces­so alla casa, lavo­ro digni­to­so ed equo per tut­tə. Si è discus­so di come indi­vi­dua­re prio­ri­tà comu­ni, leg­ge­re i biso­gni pro­fon­di del­le per­so­ne, costrui­re allean­ze socia­li e ter­ri­to­ria­li e svi­lup­pa­re nar­ra­zio­ni capa­ci di par­la­re anche fuo­ri dai nostri con­te­sti.

Ci por­tia­mo a casa soprat­tut­to una “cas­set­ta degli attrez­zi”: par­ti­re dal sen­so per cui ci si can­di­da e da una visio­ne rico­no­sci­bi­le, cono­sce­re il ter­ri­to­rio pri­ma di voler­lo rap­pre­sen­ta­re, costrui­re orga­niz­za­zio­ne dal bas­so, usa­re i social come stru­men­to e non come fine, con­tra­sta­re la vio­len­za digi­ta­le facen­do rete attor­no alle per­so­ne che la subi­sco­no.

La scuo­la si è con­clu­sa con un Pat­to di Eco­lo­gia Poli­ti­ca, un mani­fe­sto che par­la di redi­stri­bu­zio­ne del pote­re, aper­tu­ra all’a­scol­to, lea­der­ship tra­sfor­ma­ti­va e capa­ci­tà di costrui­re ter­re­no comu­ne. Prin­ci­pi che per noi non resta­no paro­le, ma indi­ca­zio­ni con­cre­te per con­ti­nua­re a fare poli­ti­ca insie­me, den­tro e fuo­ri le isti­tu­zio­ni.

Simo­na Bra­va­glie­ri, Pos­si­bi­le Rimi­ni
Ales­san­dro Miglio­li, Pos­si­bi­le Reg­gio Emi­lia

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare

Quel­lo che l’I­ta­lia chie­de, e che noi dob­bia­mo saper ascol­ta­re, è un con­fron­to serio sui con­te­nu­ti, che coin­vol­ga tut­te le for­ze che voglio­no costrui­re un’al­ter­na­ti­va al gover­no Melo­ni. Un con­fron­to che abbia al cen­tro la Costi­tu­zio­ne, che anco­ra una vol­ta si è rive­la­ta la bus­so­la intor­no a cui il Pae­se sa ritro­var­si. Per­ché la Costi­tu­zio­ne non è solo il testo che abbia­mo dife­so al refe­ren­dum, è l’o­riz­zon­te di un Pae­se più giu­sto che non abbia­mo anco­ra costrui­to.

Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

Dalla scuola di mobilitazione “Italia cosa vogliamo?” qualche strumento per il 2027

Ci por­tia­mo a casa soprat­tut­to una “cas­set­ta degli attrez­zi”: par­ti­re dal sen­so per cui ci si can­di­da e da una visio­ne rico­no­sci­bi­le, cono­sce­re il ter­ri­to­rio pri­ma di voler­lo rap­pre­sen­ta­re, costrui­re orga­niz­za­zio­ne dal bas­so, usa­re i social come stru­men­to e non come fine, con­tra­sta­re la vio­len­za digi­ta­le facen­do rete attor­no alle per­so­ne che la subi­sco­no.

Politicamp 2026: l’intervento della Segretaria Francesca Druetti

Sala­rio mini­mo, per­so­ne migran­ti, dirit­ti civi­li e socia­li, pia­no casa, bol­let­te, con­tra­sto all’emergenza cli­ma­ti­ca, inve­sti­men­ti nel­la salu­te e nel­l’i­stru­zio­ne pub­bli­ca… tro­via­mo cin­que pro­po­ste da fare subi­to. Spie­gan­do come fare, qua­li sono le rica­du­te con­cre­te sul­la vita del­le per­so­ne, dove tro­via­mo i sol­di. Spoi­ler: tas­san­do i ric­chi, ric­chis­si­mi che pos­so­no e devo­no con­tri­bui­re di più, per un mon­do miglio­re per tut­te e tut­ti, com­pre­si loro. Restan­do, per chi è pre­oc­cu­pa­to, comun­que mol­to ric­chi.