Il ginocchio sul collo dei migranti invisibili in Libia è anche il nostro

Mentre tutto il mondo sta vedendo e rivedendo, con orrore, il video nel quale un poliziotto di Minneapolis soffoca con un ginocchio un nero di nome George Floyd, incurante delle sue invocazioni, Nello Scavo su Avvenire racconta della condanna di tre torturatori al soldo della Guardia Costiera libica e di una nuova strage di migranti, assassinati dai loro carcerieri, mentre la guerra fra le opposte fazioni libiche si fa sempre più sanguinosa.

Men­tre tut­to il mon­do sta veden­do e rive­den­do, con orro­re, il video nel qua­le un poli­ziot­to di Min­nea­po­lis sof­fo­ca con un ginoc­chio un nero di nome Geor­ge Floyd, incu­ran­te del­le sue invo­ca­zio­ni, Nel­lo Sca­vo su Avve­ni­re rac­con­ta del­la con­dan­na di tre tor­tu­ra­to­ri al sol­do del­la Guar­dia Costie­ra libi­ca e di una nuo­va stra­ge di migran­ti, assas­si­na­ti dai loro car­ce­rie­ri, men­tre la guer­ra fra le oppo­ste fazio­ni libi­che si fa sem­pre più san­gui­no­sa. Ma men­tre la pri­ma noti­zia, come det­to, ci ango­scia, la secon­da non pas­sa sui cana­li dell’informazione main­stream. Il moti­vo è sem­pli­ce. Il ginoc­chio sul col­lo di quei migran­ti, incar­ce­ra­ti, stu­pra­ti, assas­si­na­ti, è anche il nostro. Nostri sono i finan­zia­men­ti alla Guar­dia Costie­ra libi­ca, in base ad accor­di che tut­ti vole­va­no, a paro­le eli­mi­na­re o cam­bia­re, ma che nes­su­no ha toc­ca­to. A nul­la sono ser­vi­te le richie­ste, le pro­te­ste, le invo­ca­zio­ni come quel­le di Geor­ge Floyd. Né sono sta­ti cam­bia­ti di una vir­go­la i cosid­det­ti Decre­ti Sicu­rez­za del gover­no Con­te 1, quel­lo con Sal­vi­ni e Di Maio, sem­pre nono­stan­te le pro­mes­se e le richie­ste per­si­no del Pre­si­den­te del­la Repub­bli­ca Mat­ta­rel­la. Anzi, in pie­no loc­k­do­wn è sta­to ema­na­to un decre­to inter­mi­ni­ste­ria­le, mai riti­ra­to, a fir­ma Di Maio, De Miche­li, Lamor­ge­se e Spe­ran­za, che addi­rit­tu­ra nega­va, a prio­ri, la natu­ra di “por­ti sicu­ri” a quel­li ita­lia­ni, per for­tu­na miti­ga­to dai prov­ve­di­men­ti del­la Pro­te­zio­ne Civi­le. La nostra richie­sta è sem­pli­ce. Toglia­mo quel ginoc­chio. Gli accor­di con “la Libia” van­no strac­cia­ti. I Decre­ti Sicu­rez­za van­no abro­ga­ti. Il decre­to sui por­ti non sicu­ri va revo­ca­to. Se non voglia­mo esse­re ipo­cri­ti, pian­gen­do Geor­ge Floyd, con la sacro­san­ta indi­gna­zio­ne che con­se­gue al suo omi­ci­dio, men­tre non fac­cia­mo nul­la per quei Geor­ge Floyd invi­si­bi­li che muo­io­no nei “cam­pi di deten­zio­ne” libi­ci o nel Medi­ter­ra­neo, anche per nostra respon­sa­bi­li­tà.

Fran­ce­sca Druet­ti Giam­pao­lo Coria­ni

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

Gli spazi sociali sono un presidio di socialità sana in un mondo malato, la città li difenderà dagli attacchi della destra

Negli ulti­mi gior­ni la destra ha sca­te­na­to una guer­ra nei con­fron­ti di un pez­zo del­la nostra cit­tà. Già da alcu­ni mesi era chia­ra l’intenzione di Fra­tel­li d’Italia di por­ta­re sul ter­re­no del­la nostra cit­tà lo scon­tro nato nei mesi scor­si a Mila­no col Leon­ca­val­lo e a Tori­no con Aska­ta­su­na.