#StopAccordiConLaLibia, Brignone: chiediamo che le forze di sinistra al governo si esprimano per il ritiro dell’accordo

“La mobi­li­ta­zio­ne per chie­de­re lo stop agli accor­di con la Libia ha por­ta­to miglia­ia di per­so­ne a fare pres­sio­ne sul gover­no con l’hashtag #Sto­pAc­cor­di­Con­La­Li­bia e oggi ven­go­no annun­cia­te del­le modi­fi­che al memo­ran­dum. Ma l’accordo in sé è una ver­go­gna: la Libia non è un por­to sicu­ro. Dovrem­mo pro­teg­ge­re le per­so­ne — uomi­ni, don­ne e bam­bi­ni — da que­gli stes­si con cui strin­gia­mo accor­di. Di fron­te alla più gran­de vio­la­zio­ne dei dirit­ti uma­ni del nostro tem­po, così come è sta­ta docu­men­ta­ta da gior­na­li­sti come Nel­lo Sca­vo e Fran­ce­sca Man­noc­chi, ci chie­dia­mo come si pos­sa par­la­re di sem­pli­ci modi­fi­che, che non cam­bie­reb­be­ro l’impianto gene­ra­le degli accor­di e che dovran­no comun­que esse­re appro­va­te dal­la Libia. E il par­la­men­to ita­lia­no inve­ce? Que­sta vol­ta sarà chia­ma­to ad espri­mer­si?”. Lo dichia­ra Bea­tri­ce Bri­gno­ne, Segre­ta­ria di Pos­si­bi­le.

“La mini­stra degli inter­ni Lamor­ge­se dichia­ra in que­ste ore che la que­stio­ne va trat­ta­ta a livel­lo gover­na­ti­vo e del pre­si­den­te del Con­si­glio — aggiun­ge Bri­gno­ne — ma c’è tem­po solo fino al 2 novem­bre per alza­re la mano e chie­de­re la rine­go­zia­zio­ne, altri­men­ti scat­te­rà il rin­no­vo auto­ma­ti­co. Quan­do inten­de agi­re il gover­no ita­lia­no?”.

“Chie­dia­mo che le for­ze di sini­stra che oggi sono par­te del­la mag­gio­ran­za di gover­no pren­da­no posi­zio­ne fer­ma­men­te per il riti­ro degli accor­di e che lo fac­cia­no ora, pri­ma che se ne ripar­li tra tre anni. — con­clu­de Bea­tri­ce Bri­gno­ne — Il rin­no­vo del­la com­pli­ci­tà dell’Italia nel­le tor­tu­re, stu­pri e assas­si­nii che avven­go­no nei cen­tri di deten­zio­ne in Libia dovreb­be esse­re un con­fi­ne da non oltre­pas­sa­re, per tut­ti ma soprat­tut­to per chi è sta­to elet­to per rap­pre­sen­ta­re l’alternativa a chi que­gli accor­di li ha discus­si e fir­ma­ti”.

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Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare

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Congresso 2024: regolamento congressuale

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Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

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Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

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Legge elettorale: quando la destra va al potere, lo usa con tutta la forza che riesce a dispiegare

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