Ripartire da Caserta

Il candidato sindaco Francesco Apperti racconta cosa rimane di buono dopo una campagna elettorale intensa e un risultato comunque sorprendente

Smal­ti­ti un anno di can­di­da­tu­ra (sì, sono can­di­da­to sin­da­co dal giu­gno 2015) e un ulti­mo mese di cam­pa­gna elet­to­ra­le furi­bon­da, smal­ti­te le not­ti inson­ni ed i gior­ni fre­ne­ti­ci, recu­pe­ra­to l’u­so com­ple­to del­la destra dopo le miglia­ia di mani stret­te… ecco­mi qui a rac­con­ta­re del­le ele­zio­ni comu­na­li Caser­ta 2016.

La mia è una cit­tà com­pli­ca­ta, dove in un con­te­sto rela­ti­va­men­te ristret­to (meno di 80mila abi­tan­ti), la fram­men­ta­zio­ne geo­gra­fi­ca (diver­se peri­fe­rie e ben 24 fra­zio­ni!) si riflet­te in una fram­men­ta­zio­ne socia­le e cul­tu­ra­le. E’ dif­fi­ci­le par­la­re a Caser­ta, par­lan­do ad una “sola” cit­tà. Spe­ran­za per Caser­ta, il movi­men­to poli­ti­co per il qua­le, dopo quat­tro anni di espe­rien­za come con­si­glie­re comu­na­le di oppo­si­zio­ne, ho accet­ta­to di can­di­dar­mi a sin­da­co, ci ha pro­va­to. Ha pro­va­to ad esse­re pre­sen­te ovun­que, nel­le stra­de, nel­le piaz­ze, sui temi, in tv, sui gior­na­li, su inter­net, sui social. Abbia­mo pro­va­to a descri­ve­re un model­lo di cit­tà capo­vol­to, dove spa­zi e per­so­ne ven­go­no pri­ma di cemen­to e “cose”. Dove l’e­ser­ci­zio del­la demo­cra­zia non si esau­ri­sce al momen­to del voto, ma con­ti­nua per cin­que anni nel­le assem­blee, nel­le con­sul­te, nei bilan­ci par­te­ci­pa­ti­vi. Dove un cit­ta­di­no non è solo uten­te, ma diven­ta “azio­ni­sta” del­la città.

Abbia­mo pro­va­to ad imma­gi­na­re una cit­tà “feli­ce” pri­ma anco­ra che “ric­ca”, anche per­ché par­la­re oggi di ric­chez­za per tut­ti è una chi­me­ra, ed a noi la ric­chez­za per pochi non pia­ce! Ci abbia­mo pro­va­to sen­za com­pro­mes­si e sen­za inve­sti­men­ti: due sole liste ed otto­mi­la euro di spe­sa com­ples­si­va, meno di quan­to impe­gna­to dai sin­go­li can­di­da­ti “di pun­ta” del­le liste “for­ti”. Sia­mo par­ti­ti da lon­ta­no e dal bas­so, ma nel cor­so dei mesi è cre­sciu­to un inte­res­se sano, natu­ra­le, intor­no ad un pro­gram­ma che len­ta­men­te pren­de­va for­ma dal­le discus­sio­ni rea­li e vir­tua­li, e che non si è fer­ma­to ai con­fi­ni del­la cit­tà. Ho avu­to l’o­no­re di rice­ve­re a Caser­ta per­so­ne che ci han­no por­ta­to il loro mero sup­por­to, ma anche “pez­zi” del­le loro sto­rie e del loro pen­sie­ro, che han­no irro­bu­sti­to e rilan­cia­to il nostro pro­get­to. L’e­len­co è lun­go e cor­ro il rischio di dimen­ti­ca­re qual­cu­no: gli asses­so­ri di De Magi­stris, Anna Dona­ti (mobi­li­tà) e Car­mi­ne Pisco­po (urba­ni­sti­ca e beni comu­ni), Car­mi­ne Matu­ro e Moni­ca Fras­so­ni di Green Ita­lia, il sin­da­co di Baco­li Josi Del­la Ragio­ne, il segre­ta­rio di Pos­si­bi­le Pip­po Civa­ti, il segre­ta­rio di Rifon­da­zio­ne Comu­ni­sta Pao­lo Fer­re­ro, l’o­no­re­vo­le Artu­ro Scot­to di SEL.

Si è crea­to intor­no alla nostra pro­po­sta un inte­res­san­tis­si­mo “labo­ra­to­rio poli­ti­co”, che ha occu­pa­to quel­l’am­pio spa­zio a sini­stra di un PD che a Caser­ta ha ripro­po­sto lo scel­le­ra­to sche­ma frut­to del qua­dro nazio­na­le, nel qua­le il nostro Pre­mier non elet­to ha pen­sa­to bene, pur di rima­ne­re in pol­tro­na, di allear­si con chiun­que fos­se dispo­ni­bi­le a far­lo. Si par­la tan­to di voto di pro­te­sta: noi di pro­po­ste ne abbia­mo fat­te tan­te, ma pen­sia­mo che i cit­ta­di­ni caser­ta­ni abbia­no tut­te le ragio­ni di pro­te­sta­re con­tro un par­ti­to che can­di­da come sin­da­co chi, fino a die­ci anni pri­ma, era asses­so­re e vice­sin­da­co con For­za Ita­lia, ed oggi pur di vin­ce­re al pri­mo tur­no (obiet­ti­vo peral­tro man­ca­to!) imbar­ca deci­ne di ex con­si­glie­ri ed asses­so­ri del­l’ul­ti­ma con­si­lia­tu­ra di cen­tro­de­stra. Insom­ma, a Caser­ta non si spo­sta l’e­let­to­ra­to, ma i can­di­da­ti con i loro pac­chet­ti di voti, dan­do l’il­lu­sio­ne a chi ci guar­da da lon­ta­no di una fin­ta alter­nan­za al pote­re tra destra e sinistra.

Chi rima­ne fer­ma, al palo, è inve­ce la cit­tà, spro­fon­da­ta nei debi­ti: abbia­mo accu­mu­la­ti altri tren­ta milio­ni di euro di debi­ti men­tre pro­via­mo ad usci­re da un dis­se­sto di oltre due­cen­to. Sì, ma giu­sta­men­te vi sta­re­te chie­den­do, a me ed alla mia can­di­da­tu­ra a Sin­da­co, come è anda­ta a fini­re? Male, ma bene. Male, per­ché dopo una not­te di spe­ran­ze ci sia­mo fer­ma­ti a due pun­ti per­cen­tua­li, a mil­le voti da un bal­lot­tag­gio che sareb­be sta­to cla­mo­ro­so. Chi ci ha scon­fit­ti, l’o­no­re­vo­le Ric­car­do Ven­tre, ha 72 anni ed è sta­to, nel­l’or­di­ne, Con­si­glie­re, Asses­so­re comu­na­le e Sin­da­co di For­mi­co­la, Con­si­glie­re comu­na­le e Con­si­glie­re pro­vin­cia­le di Caser­ta, Pre­si­den­te del­la Pro­vin­cia di Caser­ta per die­ci anni, ed infi­ne Euro­par­la­men­ta­re. Il suo vol­to ed i suoi slo­gan sono sta­ti per un mese su mani­fe­sti, 6x3, auto­bus, gior­na­li, tv, siti web. Ave­va a suo sup­por­to due par­ti­ti (For­za Ita­lia e Fra­tel­li d’I­ta­lia) e due liste civi­che di ema­na­zio­ne partitica.

Per que­sto dico anche “bene”, per­ché in que­sto qua­dro poli­ti­co, con que­ste due coraz­za­te ed altri cin­que can­di­da­ti sin­da­ci a spar­tir­si la tor­ta, chiu­de­re lo spo­glio con 7364 (set­te­mi­la­tre­cen­tos­san­ta­quat­tro!) voti per il can­di­da­to sin­da­co, pari al 16,96%, cre­do sia defi­ni­bi­le come “auten­ti­co mira­co­lo”. Ma la vera sfi­da, anzi le sfi­de, par­to­no ora. Sono fon­da­men­tal­men­te due: a livel­lo loca­le, occor­re par­ti­re fin da subi­to per tene­re insie­me que­sto enor­me con­sen­so, amplian­do la base par­te­ci­pa­ti­va e pre­pa­ran­do­ci ad un duro e costan­te lavo­ro di oppo­si­zio­ne costrut­ti­va in con­si­glio comu­na­le (avre­mo tre seg­gi). A livel­lo nazio­na­le, guar­dia­mo con inte­res­se e sia­mo pron­ti a dare il nostro con­tri­bu­to alla crea­zio­ne di quel­la “casa del­la sini­stra” che oggi, ogget­ti­va­men­te, man­ca, e che for­se sarà più faci­le costrui­re par­ten­do non dal­le segre­te­rie dei par­ti­ti, ma dal­le cit­tà dove que­sto pro­ces­so è già in sta­to avanzato.

Fran­ce­sco Apperti

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