L’uguaglianza come motore, la diversità come innovazione.

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I dirit­ti, le liber­tà, la digni­tà e i cor­pi del­le per­so­ne LGBTI+ non sono mer­ce di scam­bio poli­ti­co, stru­men­ti di tat­ti­ci­smi che spes­so guar­da­no ad altre que­stio­ni e han­no tut­t’al­tri obbiettivi.

Non c’è nul­la di con­tro­ver­so nel­la defi­ni­zio­ne di “iden­ti­tà di gene­re” che è già pre­vi­sta nel­le sen­ten­ze inter­na­zio­na­li, nel­le posi­zio­ni del­la CEDU, nel dirit­to euro­peo e — sor­pre­so­na — anche nel dirit­to ita­lia­no. Sem­pre per chia­rez­za, a que­sto aggiun­gia­mo che non è per nul­la oltrag­gio­so nem­me­no inse­ri­re nel DDL l’importanza dell’educazione e del lavo­ro nel­le scuo­le, luo­go da cui è pos­si­bi­le costrui­re una nuo­va socie­tà capa­ce di aprir­si, cono­sce­re e acco­glie­re la diver­si­tà. Nega­re l’a­spet­to del­l’i­den­ti­tà di gene­re e del lavo­ro nel­le scuo­le svuo­ta il sen­so del DDL e signi­fi­ca che non si vuo­le com­pren­de­re che il con­tra­sto all’odio è una bat­ta­glia sistemica. 

I pia­gni­stei e le gran­di dichia­ra­zio­ni — sem­pre le stes­se – ad ogni ricor­ren­za non ser­vo­no. Non si pos­so­no fare tor­na­re i vita i mor­ti, non si può resti­tui­re la pace alle loro fami­glie, né rico­sti­tui­re tut­te quel­le vite e quel­le fami­glie che si sono sgre­to­la­te nel tem­po, per con­se­guen­ze diret­te ed indi­ret­te di un siste­ma mafio­so e cor­rot­to. Ma la giu­sti­zia sì che si può fare, ed è dove­ro­so pre­ten­der­la. Per chi ha dato la vita per difen­der­la, per la nostra digni­tà di cit­ta­di­ni e per le gene­ra­zio­ni future.
Que­sto gigan­te­sco e raf­faz­zo­na­to ten­ta­ti­vo di maquil­la­ge del­lo sfrut­ta­men­to ha incon­tra­to final­men­te il suo desti­no natu­ra­le con la sen­ten­za 30/06/2021 del Tri­bu­na­le di Bologna.
Dopo ‑anzi, duran­te — il Covid, e con l’e­mer­gen­za cli­ma­ti­ca in cor­so, le prio­ri­tà dovreb­be­ro cam­bia­re. Solo per le Olim­pia­di Mila­no-Cor­ti­na pare che nul­la cam­bi. Né nel­la pro­get­ta­zio­ne, né nel­l’im­po­sta­zio­ne, men­tre la Lega (che gover­na le due Regio­ni) inten­de usa­re i Gio­chi come un vola­no politico.
Le imma­gi­ni pro­ve­nien­ti dal­la Ger­ma­nia occi­den­ta­le, da par­te del Bel­gio, Lus­sem­bur­go e i Pae­si Bas­si sono elo­quen­ti. Da tem­po toc­chia­mo con mano anche in Ita­lia il sus­se­guir­si di feno­me­ni estre­mi sem­pre più fre­quen­ti, tan­to che anche i nega­zio­ni­sti cli­ma­ti­ci fati­ca­no a mini­miz­za­re la por­ta­ta di que­sti fenomeni.