L’uguaglianza come motore, la diversità come innovazione.

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Un refe­ren­dum sul­la can­na­bis. Lo abbia­mo pro­po­sto con Giu­sep­pe Civa­ti e Bea­tri­ce Bri­gno­ne, sul­la scor­ta del­la gran­de par­te­ci­pa­zio­ne e la straor­di­na­ria ade­sio­ne alla rac­col­ta di fir­me per l’eutanasia lega­le: la poli­ti­ca è fer­ma – si direb­be “pian­ta­ta” se non fos­se pro­prio il con­tra­rio -, il dibat­ti­to lan­gue rispet­to alla legi­sla­tu­ra pre­ce­den­te, la cit­ta­di­nan­za è inve­ce ogni gior­no più matu­ra e con­sa­pe­vo­le rispet­to alla que­stio­ne.  E gra­zie al grup­po pro­mo­to­re del referendumcannabis.it fino al 30 set­tem­bre sarà pos­si­bi­le fir­ma­re e unir­si alla cam­pa­gna per il refe­ren­dum sul­l’a­bro­ga­zio­ne di tut­te le san­zio­ni pena­li deten­ti­ve rela­ti­ve alla cannabis.
Sono 220mila fir­me in 48 ore. La cam­pa­gna per il refe­ren­dum sul­la can­na­bis non neces­si­ta di ulte­rio­ri com­men­ti, basta­no le cifre. Sono cer­to che in Par­la­men­to ter­ran­no con­to di que­sto dato impres­sio­nan­te, con­tro le ipo­cri­sie, con­tro le bugie, con­tro il fal­li­men­ta­re proi­bi­zio­ni­smo che ci por­tia­mo die­tro da più di 40 anni.
Giu­sep­pe Civati
 
Lo abbia­mo pro­po­sto con Giu­sep­pe Civa­ti e Bea­tri­ce Bri­gno­ne. E fino al 30 set­tem­bre sarà pos­si­bi­le fir­ma­re e unir­si alla cam­pa­gna per il refe­ren­dum sul­l’a­bro­ga­zio­ne di tut­te le san­zio­ni pena­li deten­ti­ve rela­ti­ve alla cannabis.
 
La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la società.
 
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto provarci.
La cri­si del­le pre­ci­pi­ta­zio­ni, così come l’aumento di feno­me­ni tem­po­ra­le­schi più vio­len­ti in ter­mi­ni di quan­ti­tà di acqua e tem­pi più ristret­ti e l’innalzamento del­la quo­ta del­lo zero ter­mi­co ci devo­no spin­ge­re, se non costrin­ge­re, a cam­bia­re radi­cal­men­te il nostro approc­cio al siste­ma “mon­ta­gna”. E que­sto impo­ne anche un cam­bio dra­sti­co nel­la gestio­ne del ter­ri­to­rio anche dal pun­to di vista del­le infra­strut­tu­re via­bi­li­sti­che e sciistiche.
Come illu­stra­to da Legam­bien­te, le spiag­ge libe­re in Tosca­na e in par­ti­co­la­re di quel­le del­le pro­vin­ce di Luc­ca e Mas­sa Car­ra­ra sono pra­ti­ca­men­te assen­ti: così nel­la regio­ne (come in altre par­ti d’I­ta­lia) si con­su­ma una gra­ve pri­va­zio­ne di un bene pub­bli­co e un for­te stress ambientale.
È illu­so­rio pre­ten­de­re la per­fe­zio­ne del sin­go­lo ingra­nag­gio quan­do è l’intero mec­ca­ni­smo a esse­re difet­to­so. La scuo­la non è e non può esse­re Atlan­te, non può por­ta­re i pesi del mon­do, sana­re i con­flit­ti o ricom­por­re le frat­tu­re. Non può, in sostan­za, esse­re scam­bia­ta per mito, o favo­la, immo­bi­le e intat­ta rispet­to al con­te­sto in cui esi­ste. La scuo­la vive, evol­ve, ed è fat­ta del­la stes­sa mate­ria del­la socie­tà, che non è cer­to quel­la dei sogni.
Il Mini­stro Cin­go­la­ni dà ragio­ne agli indu­stria­li quan­do si tro­va al tavo­lo con gli indu­stria­li, poi dà ragio­ne ai petro­lie­ri quan­do si tro­va al tavo­lo con loro e nel frat­tem­po la tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca la fac­cia­mo domani.