Ci giungono notizie di accorpamenti di classi e conseguenti riduzioni di organico dei docenti in special modo dalla Toscana, ma anche da Bergamo e Forlì, per gli effetti del calo demografico. Sono in vigore infatti, come ogni anno, le indicazioni sugli organici e sulla formazione delle classi emanate prima del Covid, che quindi non tengono conto delle necessità derivanti dalla pandemia. Occorre un’ordinanza che le riveda secondo le necessità di distanziamento indicate dallo stesso ministero perché , paradossalmente, si sta procedendo ad accorpare alcune classi poco numerose piuttosto che tenerle così, cioè coi numeri adeguati alle necessità attuali. Questo, a catena, comporta una riduzione dell’organico: abbiamo bisogno di molti più insegnanti ma a settembre le scuole ne avranno meno, e con classi in alcuni casi più numerose. Anche per questo motivo la riapertura delle scuole sembra un miraggio: come si farà fronte a un’assenza improvvisa di un insegnante, vista l’impossibilità di dividere le classi a causa delle norme sul distanziamento? Cosa pensa di fare la Ministra Azzolina per risolvere questo problema? Per questo e altri motivi, il 25 giugno saremo nelle piazze in cui si svolgerà la manifestazione organizzata da Priorità alla Scuola in 40 città italiane.

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare
Quello che l’Italia chiede, e che noi dobbiamo saper ascoltare, è un confronto serio sui contenuti, che coinvolga tutte le forze che vogliono costruire un’alternativa al governo Meloni. Un confronto che abbia al centro la Costituzione, che ancora una volta si è rivelata la bussola intorno a cui il Paese sa ritrovarsi. Perché la Costituzione non è solo il testo che abbiamo difeso al referendum, è l’orizzonte di un Paese più giusto che non abbiamo ancora costruito.









