Migranti, Brignone-Civati: Sea Watch ancora in mare, fallimento politiche Salvini

“Stia­mo assi­sten­do all’enne­si­mo scem­pio dei dirit­ti uma­ni per otte­ne­re qual­che voto in più. E pur­trop­po non è la pri­ma vol­ta che acca­de. La Sea Watch è in mare da dodi­ci gior­ni, al lar­go di Lam­pe­du­sa, men­tre Sal­vi­ni avvia uno scon­tro con l’O­lan­da e la Ger­ma­nia per un ridi­co­lo rego­la­men­to di con­ti in ambi­to euro­peo. L’Ue è sicu­ra­men­te chia­ma­ta a dare un segna­le, ma il mini­stro del­l’In­ter­no non può impar­ti­re alcu­na lezio­ne. Le sue poli­ti­che in mate­ria di flus­si migra­to­ri sono un fal­li­men­to su ogni ver­san­te: tut­te basa­te su brac­ci di fer­ro estem­po­ra­nei, a dan­no dei basi­la­ri dirit­ti uma­ni”. Lo dichia­ra­no la segre­ta­ria di Pos­si­bi­le, Bea­tri­ce Bri­gno­ne, e il fon­da­to­re di Pos­si­bi­le, Giu­sep­pe Civa­ti, com­men­tan­do il caso del­la Sea Watch.

“In que­sto con­te­sto — aggiun­go­no Bri­gno­ne e Civa­ti — è neces­sa­rio mobi­li­tar­si con­tro il decre­to cosid­det­to Sicu­rez­za bis, che si acca­ni­sce ulte­rior­men­te con­tro le Orga­niz­za­zio­ni non gover­na­ti­ve. Un prov­ve­di­men­to da incu­bo, già boc­cia­to da nume­ro­si orga­ni­smi inter­na­zio­na­li, che rischia di pas­sa­re sot­to trac­cia per i con­ti­nui bat­ti­bec­chi tra Lega e Movi­men­to 5 Stel­le su flat tax e din­tor­ni. Noi ci impe­gnia­mo in ogni modo a denun­cia­re il con­te­nu­to di quel testo, che rite­nia­mo inde­gno di un Pae­se civile”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

Ultimi articoli

E così il Governo ha deciso di abbassare l’Iva sugli assorbenti femminili al 10%, bene ma non benissimo visto che la misura corretta sarebbe quella del 4%, ma in più viene da chiedersi cosa stiano facendo esattamente i partiti in Parlamento se su una misura di questo tipo arrivano a farsi bagnare il naso da Draghi. Osservazioni simili si potrebbero fare a proposito di eutanasia e cannabis legale, e lo stesso ci si augura accada per la proposta di legge d'iniziativa popolare sul salario minimo su cui Possibile si impegna a raccogliere adesioni.
Dopo molti anni, ben 6 dalla proposta che facemmo con Giuseppe Civati e Possibile, se ne è colto il significato simbolico e però concretissimo. Un passo avanti, sicuramente. Anche se spiace per il tempo perso. E spiace perché l'IVA sugli assorbenti non è ancora al 4%, come quella per i prodotti di prima necessità, com'è giusto che sia. Perché le mestruazioni non sono un lusso. Continueremo a insistere.
Il tempo del bla bla bla è finito e bisogna agire: non c'è più tempo. Infine c’è da cambiare un paradigma e da riscrivere una storia: sembra che le decisioni sul clima le prendano in pochi e in tavoli decisamente ristretti con la presenza delle lobby del carbone. Va completamente ribaltato il tavolo, dando voce e ruolo a chi oggi subisce le conseguenze maggiori di questa crisi socio climatica e ambientale.