Lavoro, Civati-Pastorino: caso Ericsson simbolico, no fondi a chi licenzia

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“Il caso della Ericsson, che percepisce contributi pubblici per alcuni bandi e poi licenzia i lavoratori, è il chiaro segnale che più di qualcosa non funziona in questo meccanismo. Oggi, durante il question time in commissione Attività produttive alla Camera, il governo ha sostenuto che i fondi erogati non prevedevano vincoli occupazionali. Certo, bisognerebbe spiegarlo a chi ha ricevuto la mail di licenziamento sia a a luglio che venerdì scorso”. Lo dichiarano il deputato e segretario di Possibile Pippo Civati, e il parlamentare dello stesso partito, Luca Pastorino, commentando la risposta del governo all’interrogazione sui licenziamenti all’Ericsson, tra cui alcuni agli Erzelli a Genova.
“È una situazione inaccettabile  – aggiungono i due esponenti di Possibile – perché chi riceve soldi pubblici dovrebbe garantire sempre degli obiettivi e rispettare dei precisi criteri. Altrimenti si finisce che con gli stanziamenti ricevuti in Italia si fa ricerca altrove e ognuno fa come vuole. Rilanciamo quindi la proposta affinché ci sia il divieto di assegnazione dei fondi a chi poi chiede mano libera con il livello occupazione. Questa è una grave lesione dei diritti dei lavoratori, oltre che una cattiva gestione dei contributi pubblici”.

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