Siamo molto stanchi dell’indignazione a’ la page (nel senso di pagina di giornale) di editorialisti illuminati (a intermittenza) che, giustamente, quando l’incendio divampa sparano a mille tutte le sirene d’allarme a disposizione ma, inspiegabilmente, nella fase — quieta e preziosa — della prevenzione antincendio sono distratti e non vedono mai il lavoro di chi piazza estintori e fa formazione antincendio a tappeto. Fuor di metafora (anche se sarebbe più confortevole rimanerci dentro), gli indignati a’ la page hanno frantumato — direbbe Montalbano — i cabbasisi.
Perché non si può ignorare bellamente il lavoro continuo, rigoroso, capillare, a livello culturale e politico, di un partito piccolo ma molto attivo come Possibile e poi affermare che “non c’è un sindacato, un’associazione, un partito di destra o sinistra, giallo, verde, rosso o nero, di governo o di opposizione che stia a fianco dei nuovi schiavi.”
In realtà ci sono partiti gialli, verdi e neri che hanno scritto le norme del proibizionismo migratorio, da cui origina gran parte delle nuove schiavitù: vuole l’elenco, caro Battista? Legge Bossi-Fini, Decreti gemelli sicurezza e immigrazione Minniti-Orlando, Decreto Sicurezza Salvini… E ci sono partiti lampone (che è il colore di Possibile) che invece hanno contrastato e contrastano l’indifferenza, il cinismo, il male — politico e giuridico — in materia migratoria con tutte le loro forze, esercitandosi anche in un’impresa inedita, a molti nota, ma ai più ignota, anche a causa di giornali autorevoli ma distratti come Corriere e Repubblica: quella di scrivere un testo di riforma organica delle norme, superando la Bossi-Fini (vigente e praticata), depositato alla Camera dei Deputati nella scorsa legislatura (A.C. 4551 del 2017).










