Il CCNL delle Cooperative Sociali è scaduto il 31 dicembre 2025. Sono passati nove mesi e il rinnovo ancora non c’è.
La trattativa è iniziata a luglio, è vero, ma nel frattempo oltre 437 mila lavoratrici e lavoratori continuano a lavorare con un contratto scaduto, in un settore che comprende assistenza, servizi sociosanitari, educazione, inclusione e inserimento lavorativo.
E parliamo di un contratto che, già prima di scadere, non era certo un esempio di ricchezza salariale. Anzi, l’ultimo rinnovo era stato di 120 euro ma è arrivato dopo 6 anni dalla scadenza del CCNL precedente, senza nessun indennizzo.
Nel frattempo i prezzi continuano a correre. A settembre 2026 l’inflazione è salita al 4,2% su base annua, secondo i dati provvisori ISTAT.
E qui arriva il paradosso del cosiddetto “salario giusto”.
La nuova legge prevede che, se un CCNL non viene rinnovato entro nove mesi dalla scadenza, possa scattare un’anticipazione forfetaria pari al 50% dell’IPCA-NEI. Per il 2025 l’IPCA-NEI è stata pari all’1,9%: significa, come ordine di grandezza, circa lo 0,95% di adeguamento, quindi nemmeno l’1%.
Come se non bastasse, c’è un dettaglio non proprio secondario: per i contratti già scaduti quando è entrata in vigore la nuova disciplina, questa tutela si applica dal 1° gennaio 2027.
Tradotto: il contratto è scaduto da nove mesi, i prezzi sono aumentati del 4,2% nell’ultimo anno e chi lavora nei servizi educativi, sociali e sociosanitari dovrà aspettare gennaio e quando arriverà l’“aumento” previsto dalla legge, sarà un’anticipazione che, prendendo come riferimento il dato IPCA-NEI 2025, vale circa lo 0,95%.
Non è esattamente la rivoluzione del salario giusto.
Perché dietro le percentuali ci sono educatrici ed educatori, operatrici e operatori sociali, persone che lavorano ogni giorno con bambini, persone con disabilità, anziani, famiglie in difficoltà, persone fragili e comunità.
Lavori essenziali, spesso faticosi, che richiedono competenze e responsabilità e che troppo spesso vengono considerati indispensabili a parole e comprimibili nei costi quando arriva il momento di pagarli.










