La guerra ai migranti è un scelta infame

Il coro di giubilo esulterà al momento dell'intercettazione in mare, e ancor di più a rimpatrio avvenuto. Qualcun altro volterà la faccia in un'altra direzione, pensando alla sorte che toccherà ai rifugiati respinti. La guerra ai migranti continuerà a fare vittime.

[vc_row][vc_column][vc_column_text css=”.vc_custom_1501227039654{margin-top: 20px !important;}”][/vc_column_text][vc_column_text]Ci dispia­ce dav­ve­ro, ma non ci uni­re­mo al coro di giu­bi­lo che all’u­na­ni­mi­tà sta acco­glien­do la deci­sio­ne di invia­re una mis­sio­ne mili­ta­re nel­la acque libi­che. Una mis­sio­ne che vie­ne defi­ni­ta uma­ni­ta­ria, di lot­ta agli sca­fi­sti, ma che in real­tà ha l’u­ni­co sco­po di fare la guer­ra ai migran­ti, agli ulti­mi del­la ter­ra, che pre­fe­ri­sco­no rischia­re di mori­re in mare, affo­ga­ti, ustio­na­ti, schiac­cia­ti e ammas­sa­ti sul fon­do di un gom­mo­ne, piut­to­sto che rima­ne­re in Libia, un pae­se dal qua­le scap­pa­no e ver­so il qua­le li respin­ge­re­mo.

Men­tre Sil­vio Ber­lu­sco­ni riven­di­ca l’i­dea e men­tre Miche­le Ser­ra auspi­ca un coin­vol­gi­men­to degli altri pae­si del­la spon­da nord del Medi­ter­ra­neo (sia mai che qual­che migran­te rie­sca a scap­pa­re), non pos­sia­mo che sot­trar­ci e denun­cia­re che schie­ra­re l’e­ser­ci­to con­tro i migran­ti è un’in­fa­mia, addi­rit­tu­ra peg­gio­re del muro volu­to da Orban (o del muro di Trump), se è vero, come è vero, che la vita di un pro­fu­go è mol­to (ma mol­to) più sem­pli­ce e sicu­ra in Ser­bia che in Libia.

Stia­mo mili­ta­riz­zan­do, ormai da mesi e mesi, la gestio­ne del­le migra­zio­ni, e sen­za che nes­su­no abbia il corag­gio di bat­te­re ciglio, di sol­le­va­re una mano per far nota­re che non c’è nes­sun eser­ci­to da com­bat­te­re, ma per­so­ne dispe­ra­te da sal­va­re.

E’ un’in­fa­mia, ma è anche un atto da codar­di. Si sen­te ripe­te­re ovun­que, infat­ti, che la mis­sio­ne mili­ta­re ita­lia­na sarà sola­men­te di sup­por­to alle ope­ra­zio­ni del­la Guar­dia costie­ra libi­ca. L’in­ten­to sem­bra quel­lo di sca­ri­ca­re le nostre respon­sa­bi­li­tà. Il moti­vo è mol­to sem­pli­ce: il dirit­to inter­na­zio­na­le san­ci­sce il cosid­det­to “prin­ci­pio di non refou­le­ment”, defi­ni­to in que­sto modo dal­la Con­ven­zio­ne di Gine­vra:

Nes­su­no Sta­to Con­traen­te espel­le­rà o respin­ge­rà, in qual­sia­si modo, un rifu­gia­to ver­so i con­fi­ni di ter­ri­to­ri in cui la sua vita o la sua liber­tà sareb­be­ro minac­cia­te a moti­vo del­la sua raz­za, del­la sua reli­gio­ne, del­la sua cit­ta­di­nan­za, del­la sua appar­te­nen­za a un grup­po socia­le o del­le sue opi­nio­ni poli­ti­che.

Si trat­ta di un prin­ci­pio car­di­ne, uni­ver­sal­men­te rico­no­sciu­to, dal qua­le deri­va il divie­to di ope­ra­re respin­gi­men­ti col­let­ti­vi. Un prin­ci­pio per la vio­la­zio­ne del qua­le, nel 2012, il nostro pae­se è già sta­to con­dan­na­to dal­la Cor­te euro­pea dei dirit­ti del­l’uo­mo: nel 2009, infat­ti, inter­cet­tam­mo tre imbar­ca­zio­ni cari­che di migran­ti a 35 miglia da Lam­pe­du­sa. Que­sti furo­no tra­sfe­ri­ti a bor­do di navi del­la Mari­na mili­ta­re e ricon­dot­ti a Tri­po­li. Un respin­gi­men­to col­let­ti­vo, appun­to, e che per que­sto fu con­dan­na­to. Era­no gli anni di Ber­lu­sco­ni e Maro­ni e del­l’ac­cor­do con la Libia e que­sti fat­ti cau­sa­ro­no il nostro sde­gno.

Ora, Gen­ti­lo­ni, Alfa­no e Min­ni­ti sono mol­to più fur­bi di Ber­lu­sco­ni e Maro­ni: faran­no la stes­sa cosa, nel­la sostan­za, ma soster­ran­no di non ave­re respon­sa­bi­li­tà diret­te e che la respon­sa­bi­li­tà sarà del­la Guar­dia costie­ra libi­ca, un’i­sti­tu­zio­ne che tra l’al­tro non offre alcu­na garan­zia di rispet­to dei dirit­ti uma­ni.

Il coro di giu­bi­lo esul­te­rà al momen­to del­l’in­ter­cet­ta­zio­ne in mare, e ancor di più a rim­pa­trio avve­nu­to. Qual­cun altro vol­te­rà la fac­cia in un’al­tra dire­zio­ne, pen­san­do alla sor­te che toc­che­rà ai rifu­gia­ti respin­ti. La guer­ra ai migran­ti con­ti­nue­rà a fare vit­ti­me.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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