Il regalo di Gentiloni a fine mandato: 160 milioni di tagli alla Scuola

Il Miur deciso di intervenire su alcune voci di finanziamento di competenza delle Scuole che riguardano la legge 440, il funzionamento delle istituzioni scolastiche e di una parte del bonus docenti per la valorizzazione del merito.

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La leg­ge di bilan­cio 2018 ha pre­vi­sto la ridu­zio­ne di spe­sa dei bilan­ci dei mini­ste­ri; il Miur, inve­ce di ridur­re esclu­si­va­men­te il pro­prio bilan­cio inter­no, ha però deci­so di inter­ve­ni­re su alcu­ne voci di finan­zia­men­to di com­pe­ten­za del­le Scuo­le che riguar­da­no la leg­ge 440, il fun­zio­na­men­to del­le isti­tu­zio­ni sco­la­sti­che e di una par­te del bonus docen­ti per la valo­riz­za­zio­ne del merito.

Anco­ra una vol­ta quin­di – l’avvio più cla­mo­ro­so fu di Gel­mi­ni nel 2011 con il taglio di 8 miliar­di e 20.000 cat­te­dre “inu­ti­li” — la poli­ti­ca dei tagli attin­ge alla Scuo­la,  col­pi­sce diret­ta­men­te il suo fun­zio­na­men­to e le retri­bu­zio­ni stes­se del personale.

Ma vedia­mo nel­lo spe­ci­fi­co di cosa stia­mo parlando.

La leg­ge 440 è sta­ta intro­dot­ta qua­si 20 anni fa dall’alloro mini­stro Lui­gi Ber­lin­guer, e stan­zia­va risor­se per l’autonomia sco­la­sti­ca, in pre­va­len­za per la pro­get­ta­zio­ne. In pas­sa­to è già sta­ta ogget­to di decur­ta­zio­ne, sem­pre per mano dell’amministrazione cen­tra­le e per copri­re pre­ci­se voci di bilan­cio sco­la­sti­co in sof­fe­ren­za. Si trat­ta del­le risor­se per i pro­get­ti – alfa­be­tiz­za­zio­ne degli alun­ni stra­nie­ri, recu­pe­ro degli alun­ni in dif­fi­col­tà, pro­get­ti con­tro la disper­sio­ne sco­la­sti­ca, di edu­ca­zio­ne alle dif­fe­ren­ze e di edu­ca­zio­ne ali­men­ta­re e stra­da­le, per dir­ne solo alcu­ni -, pro­get­ti che la mag­gior par­te degli inse­gnan­ti ormai svol­go­no per una man­cia­ta di ore retri­bui­te 17 euro lor­de e che rap­pre­sen­ta­no solo una quo­ta mini­ma di quel­le real­men­te impiegate.

Con l’ulteriore ridu­zio­ne dei fon­di che leg­ge­re­te di segui­to, quan­ti inse­gnan­ti saran­no anco­ra dispo­sti a pre­sen­tar­li e a svolgerli?

Un altro capi­to­lo di spe­sa che ver­rà taglia­to, dopo che a gran voce se ne era annun­cia­to il rifi­nan­zia­men­to, è il  “fun­zio­na­men­to del­le isti­tu­zio­ni sco­la­sti­che”: si trat­ta di quel­la quo­ta che per­met­te alle scuo­le di acqui­sta­re i  “gene­ri di pri­ma neces­si­tà” del­la didat­ti­ca e per il sosten­ta­men­to quo­ti­dia­no del­la scuo­la, come il toner per le stam­pan­ti, la car­ta per le foto­co­pie, i mate­ria­li per i labo­ra­to­ri di scien­ze, di infor­ma­ti­ca, di chi­mi­ca, di musi­ca, i mate­ria­li per l’amministrazione, i ges­set­ti per scri­ve­re alle lava­gne e via dicendo.

Insom­ma, è pro­prio ciò che è stret­ta­men­te neces­sa­rio acqui­sta­re per met­te­re in moto la mac­chi­na vir­tuo­sa per la for­ma­zio­ne e l’educazione dei cit­ta­di­ni e del­le cit­ta­di­ne di domani.

Infi­ne, anche sul bonus docen­ti, in par­te uti­liz­za­to dal rin­no­vo del con­trat­to e mes­so in que­sto modo nel­le tasche dei lavo­ra­to­ri, è sta­to effet­tua­to un ulte­rio­re taglio di oltre 18 milio­ni all’anno  sul­la par­te rima­nen­te, sen­za con­ta­re i  5 milio­ni nel trien­nio per la for­ma­zio­ne del per­so­na­le docen­te e diri­gen­te gra­zie a nuo­vi pro­gram­mi che pre­ve­do­no l’uso del­le piat­ta­for­me informatiche.

 Stia­mo par­lan­do di  com­ples­si­vi 160 milio­ni di euro di tagli alla scuo­la sta­ta­le nel trien­nio 2018- 2020.

E’ scrit­to nei decre­ti inter­mi­ni­ste­ria­li di moni­to­rag­gio per la revi­sio­ne del­la spe­sa nei mini­ste­ri: “Rispet­to alle annua­li­tà 2015–2016 e 2017, il cui anda­men­to di spe­sa (impe­gna­to) è sta­to cre­scen­te anche per effet­to dei finan­zia­men­ti deri­van­ti dal­la leg­ge 107/2015 si dovrà pro­ce­de­re a una ridu­zio­ne signi­fi­ca­ti­va di inter­ven­ti spe­ci­fi­ci a favo­re del­le isti­tu­zio­ni sco­la­sti­che”.

Nel det­ta­glio: 35.895.240 euro in meno per il 2018 (8,9 milio­ni per ogni gra­do, dal­la pre­sco­la­sti­ca alla secon­da­ria di secon­do gra­do); 36 milio­ni  in meno per il 2019 (9 milio­ni per ogni gra­do); 35.350.000 in meno nel 2020 (anco­ra la media di 8,9 milio­ni per ogni gra­do). “La ridu­zio­ne – con­ti­nua il docu­men­to – com­por­te­rà la non attua­zio­ne di alcu­ni inter­ven­ti spe­ci­fi­ci a favo­re de le isti­tu­zio­ni scolastiche”.

Si trat­ta dell’ enne­si­ma e inac­cet­ta­bi­le  mor­ti­fi­ca­zio­ne del­la la scuo­la sta­ta­le, del suo per­so­na­le e  del­la for­ma­zio­ne dei nostri ragazzi.

Il poz­zo è già asciut­to, non c’è dav­ve­ro più nul­la cui  attingere.

E’ ora di indi­gnar­si, tut­te e tut­ti, e di ripren­der­ci la nostra Scuo­la chie­den­do alla poli­ti­ca inve­sti­men­ti seri per far­la fun­zio­na­re, a comin­cia­re dal­l’in­nal­za­men­to del­la quo­ta del PIL dedi­ca­ta al ramo del­l’I­stru­zio­ne, Uni­ver­si­tà e Ricerca.

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