Dopo «la sinistra che non c’è», è la settimana dell’«ambientalismo che non c’è»

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Nel dibattito convulso e superficialissimo ormai tipico della politica italiana, è la settimana dell’«ambientalismo che non c’è». Pensosi editoriali, appelli drammatici, lettere spedite da chi all’ambientalismo non ha mai dato voce, perché – diciamocelo – in Italia è sempre stato considerato velleitario e ininfluente. Per rispondere ai luoghi comuni è il caso che questo «ambientalismo che invece e nonostante tutto c’è» si manifesti, si organizzi, prenda parola.
 
Possibile è da sempre su questa linea ed è ovviamente disponibile a fare la sua parte. In tempi non sospetti, con Annalisa Corrado, in collaborazione con Rossella Muroni, abbiamo lanciato un appello che è stato raccolto da molte persone e che immagino ora sarà ancora più sentito e popolare.
 
È ora di finirla con «la sinistra che non c’è», con «l’ambientalismo che non c’è», con una retorica vuota, del disimpegno. Non abbiamo tempo da perdere, in tutti i sensi. Sappiamo che da Salvini a Trump la destra ne fa una bandiera. Rispondiamo con le nostre.
 
Una volta si diceva: «Altri parlano del tempo. Noi no». Invece del tempo e del clima e di cosa fare per ridurre i rischi che corriamo, parliamo sempre, ogni giorno. Dobbiamo parlarne, è necessario.
Facciamolo insieme.
#primadeldiluvio, anzi: durante. Perché è già cominciato.
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