Cas dopo Cas: un’indagine a tutto campo sull’accoglienza che guarda solo e soltanto ai soldi

Ci impegniamo a contrastare chi ha fatto di questa partita, così delicata e critica, un'occasione per fare soldi, soldi, soldi.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Dopo ave­re ascol­ta­to i ragaz­zi ospi­ta­ti dal Cas di Roc­ca­sec­ca, pro­vin­cia di Fro­si­no­ne, e aver pre­so appun­ti simi­li in tut­ta Ita­lia, rispet­to a con­di­zio­ni inde­cen­ti di ospi­ta­li­tà dei richie­den­ti asi­lo, di sol­di spe­si male, di ambien­ti insa­lu­bri, del­la tota­le assen­za di ren­di­con­ta­zio­ne, di per­cor­si di inte­gra­zio­ne nem­me­no imma­gi­na­ti, ho deci­so di pro­muo­ve­re un’in­da­gi­ne a tut­to cam­po nei cen­tri di acco­glien­za straor­di­na­ri che pul­lu­la­no in ogni loca­li­tà italiana.

Un lavo­ro già avvia­to da tem­po con Ste­fa­no Cato­ne (nel suo “Nes­sun pae­se è un’i­so­la”) a cui dedi­che­re­mo risor­se e ener­gie, in atte­sa che il mini­stro Min­ni­ti si deci­da a ren­de­re pub­bli­ci i dati che sono spa­ri­ti dal sito del Vimi­na­le. Quei dati ce li andre­mo a pren­de­re, Cas dopo Cas, sto­ria dopo storia.

Sarà un lavo­ro di denun­cia selet­ti­vo, per­ché voglia­mo anche dimo­stra­re che l’ac­co­glien­za si può fare bene e in modo rigo­ro­so. Ma con la stes­sa vee­men­za con cui ci oppo­nia­mo al raz­zi­smo di tre quar­ti del mon­do poli­ti­co, ci impe­gnia­mo a con­tra­sta­re chi ha fat­to di que­sta par­ti­ta, così deli­ca­ta e cri­ti­ca, un’oc­ca­sio­ne per fare sol­di, sol­di, sol­di.

Chi vuo­le par­te­ci­pa­re, chi ha una sto­ria da rac­con­ta­re, può scri­ve­re a [email protected][/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Organizzativo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popolare.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di italiani.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la società.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto provarci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne possibili. 

Uno studente gay è bloccato in Iran. Riportiamolo a casa in Italia!

Un gio­va­ne stu­den­te di medi­ci­na dovreb­be esse­re libe­ro di stu­dia­re, curar­si, pro­get­ta­re il pro­prio futu­ro. Inve­ce è bloc­ca­to in Iran, intrap­po­la­to da una buro­cra­zia che oggi met­te a rischio la sua vita. È uno stu­den­te che vive in Ita­lia. È gay.

Lo sport è politica. Anche alle Olimpiadi.

Per mesi ci sia­mo sen­ti­ti ripe­te­re da tan­ti, trop­pi, com­pre­si ver­ti­ci del­le orga­niz­za­zio­ni spor­ti­ve e da espo­nen­ti del gover­no, che “lo sport e la poli­ti­ca devo­no resta­re sepa­ra­ti”. Una sce­men­za ipo­cri­ta, qua­si sem­pre soste­nu­ta in mala­fe­de da chi per pri­mo non si fa scru­po­li a met­te­re atle­ti e risul­ta­ti spor­ti­vi al ser­vi­zio del­la pro­pa­gan­da del più for­te e degli inte­res­si eco­no­mi­ci e poli­ti­ci più aggressivi.

Altro che tregua olimpica: USA e Russia non hanno rinnovato il trattato per la non proliferazione delle armi nucleari

Il trat­ta­to bila­te­ria­le per la non pro­li­fe­ra­zio­ne del­le armi nuclea­ri tra USA e Rus­sia è sca­du­to, sen­za volon­tà di rin­no­var­lo. E non è un’esagerazione dire che ciò ci avvi­ci­na alla fine del mon­do. A mag­gior ragio­ne quan­do Trump e Putin si pon­go­no con vana­glo­ria al di sopra di ogni rego­la, demo­len­do le orga­niz­za­zio­ni mul­ti­la­te­ra­li e vio­lan­do ripe­tu­ta­men­te il dirit­to internazionale.