Senato

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27 Nov: Le 52 giornate di Milano

Beppe Sala dice che farebbe anche il senatore, ma non più di un giorno a settimana. E lo farebbe per portare a Roma le istanze di Milano. E tutti gli altri cittadini lombardi non valgono nulla?

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25 Nov: Referendum, la stima definitiva sui costi della Politica

L’economista Roberto Perotti è l’autore dell’ultima stima sui più probabili risparmi derivanti dalla riforma costituzionale. La nuova valutazione, pur discostandosi nei risultati da quella effettuata a tempo debito dalla Ragioneria di Stato costituisce un’altra smentita della vulgata, sostenuta in primis dagli esponenti del governo e dai sostenitori del Sì, secondo cui i risparmi si attesterebbero a 500 milioni di euro.

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22 Nov: Ma che riforma è?

Il sindaco Tosi, sostenitore del Sì, spiega che sarebbe assurdo avere due Consigli comunali con maggioranze diverse, che è esattamente quel che potrebbe accadere con la riforma costituzionale.

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31 Ott: Non c’entra ma c’entra

Cari amici del Sì, vorrei foste consapevoli che state chiedendo a me e a tutti gli Italiani di votare PD al Senato nell’unica competizione elettorale (in senso lato, la prima e l’ultima), dove il voto dei cittadini conterà per determinarne la composizione.

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28 Ott: Il Senato e l’Europa

A questo Senato quali strumenti vengono attribuiti per essere “la locomotiva dell’Italia in Europa”? Sono strumenti vaghi e di scarsa concretezza, due costanti che caratterizzano tutta la riforma.

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17 Ott: Quanto ci costa il Senato che rimane?

Se vincesse il sì, si risparmierebbero 50 milioni, col risultato che pagheremo 3,7 milioni per ogni senatore, contro 1,3 milioni attuali. Ha senso? È davvero una riduzione sensata o diventa, deprivata com’è della rappresentanza e sembra di capire dell’efficacia, piuttosto una spesa inutile?

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16 Ott: E’ tutta colpa del bicameralismo perfetto (sì, ciao)

Il fatto è che quando una maggioranza parlamentare vuole approvare una legge lo fa. Spedita. Ricordate il lodo Alfano? Approvato in un mese; il Porcellum? In meno di tre mesi; la “buona scuola” in questa legislatura è andata veloce veloce: presentata a fine marzo del 2015, nel luglio dello stesso anno era già legge.