nessun paese è un'isola

Rotta balcanica e politiche dei paesi europei, il valore del lavoro dei migranti irregolari (e perché non regolarizzarli?), le bombe italiane sullo Yemen e molto altro nella newsletter di Nessun Paese è un'isola.
Però hanno paura, bisogna capirli. Serve «comprensione», ha dichiarato il premier Renzi. «Di dentifricio dal tubetto ne è uscito già parecchio», gli ha fatto eco Bersani. E perciò si renderebbe necessario «un tagliando sui meccanismi dell'accoglienza».
Diverse cose che succedono in Italia, tra Milano e Roma e la Basilicata. L'Afghanistan e il vergognoso accordo voluto dai paesi europei. E tante altre cose nella newsletter di Nessun Paese è un'isola.
Sesto appuntamento con la newsletter di "Nessun Paese è un'isola", il libro/campagna sull'accoglienza che funziona, a brevissimo nelle librerie. Oggi parliamo del contributo dei cittadini stranieri alla nostra economia, dei rimpatri di cittadini Afghani voluti dagli Stati europei, di cose brutte che succedono alla frontiera. Come sempre, bad news e good news. E un contenuto speciale.
Appuntamento con la newsletter della campagna "Nessun Paese è un'isola". Parliamo degli esiti del referendum ungherese e di tutti i muri (soprattutto politici e diplomatici) che l'Europa sta costruendo. E chiudiamo con una bellissima storia che arriva da Aleppo.
Sgombrato il Baobab a Roma. Segregati due bambini in una scuola di Cagliari. Oggi è il giorno più brutto per l'accoglienza nel nostro Paese.
Summit ONU sui rifugiati, vertice UE a Bratislava. E poi l'Italia, con la discussione sulla riforma dell'accoglienza e con la frontiera di Como. Questo e molto altro nella terza newsletter di Nessun Paese è un'isola.
Mentre Sala si limita a parlare di "amministrare" l'accoglienza, i sindaci di New York, Parigi e Londra si collocano al centro dei flussi migratori e aprono le città ai migranti e ai rifugiati.
Pubblichiamo il testo della seconda newsletter di Nessun Paese è un'isola. Informazione su accoglienza, migranti e rifugiati in maniera precisa e non strillata. La prima cosa da fare per cambiare le cose.