Accoglienza: le parole che ci si aspetta dal sindaco di Milano

Mentre Sala si limita a parlare di "amministrare" l'accoglienza, i sindaci di New York, Parigi e Londra si collocano al centro dei flussi migratori e aprono le città ai migranti e ai rifugiati.
Schermata-2016-09-20-alle-14.39.14

Su Repub­bli­ca di ieri è sta­ta pub­bli­ca­ta una let­te­ra a fir­ma di Bep­pe Sala, sin­da­co di Mila­no. Sala affron­ta la que­stio­ne del­l’ac­co­glien­za, per come è gesti­ta a livel­lo euro­peo, ita­lia­no e quin­di cit­ta­di­no. In sostan­za si dice: “Mila­no fa la sua par­te, ma ci aspet­tia­mo di non esse­re lascia­ti soli dal gover­no, e ci aspet­tia­mo che anche i migran­ti fac­cia­no la pro­pria parte”.

«Come cit­ta­di­no — scri­ve Sala — riten­go che l’ac­co­glien­za non sia una scel­ta, ma un dove­re. Come sin­da­co di Mila­no sono con­vin­to che la nostra cit­tà viva nel­l’ac­co­glien­za uno dei trat­ti distin­ti­vi del­la sua iden­ti­tà. Come uomo di sini­stra pen­so che ogni sin­go­lo migran­te vada richia­ma­to ai suoi dove­ri, ma nel frat­tem­po gli ten­do la mano». E pro­se­gue: «è neces­sa­rio che il gover­no ope­ri per­ché tut­to que­sto non con­ti­nui a pesa­re come un maci­gno sul­le spal­le del­la cit­tà. Abbia­mo biso­gno di una poli­ti­ca di inte­gra­zio­ne seria, pia­ni­fi­ca­ta e dota­ta dei mez­zi finan­zia­ri ade­gua­ti. […] Biso­gna poi costrui­re un nuo­vo e rea­le siste­ma di inte­gra­zio­ne. Si trat­ta di pro­por­re un nuo­vo pat­to a chi arri­va: noi fare­mo tut­to quel­lo che ser­ve a dar­vi una mano, voi mostra­te­vi dispo­ni­bi­li da subi­to ad aiu­tar­ci dove ser­ve, met­ten­do­vi a dispo­si­zio­ne di pro­gram­mi per cono­sce­re le nostre leg­gi e la nostra lingua».

Que­sto è quan­to scri­ve Sala. Sicu­ra­men­te prag­ma­ti­co, pone l’ac­cen­to sul­la gestio­ne del feno­me­no a livel­lo ammi­ni­stra­ti­vo, met­ten­do in rilie­vo i limi­ti cui è sot­to­po­sta la sua ammi­ni­stra­zio­ne, chie­den­do aiu­to al gover­no e ai migran­ti stes­si, “richia­ma­ti ai dove­ri” e alla neces­si­tà di “mostrar­si dispo­ni­bi­li”.

La let­te­ra — e non è un caso — è arri­va­ta a poche ore dal Sum­mit del­le Nazio­ni Uni­te sui rifu­gia­ti e i migran­ti. E Sala non è sta­to l’u­ni­co sin­da­co ad ave­re que­sta idea: Bill de Bla­sio (New York), Anne Hidal­go (Pari­gi) e Sadiq Khan (Lon­dra) han­no fir­ma­to uno scrit­to in manie­ra con­giun­ta (pub­bli­ca­to dal New York Times) che — con tut­to il rispet­to per Sala — si muo­ve su un pia­no che non è nem­me­no lon­ta­na­men­te para­go­na­bi­le a quel­lo del sin­da­co di Mila­no.

Pri­ma di tut­to, non avan­za­no un richia­mo al mostrar­si dispo­ni­bi­li ma, anzi, scri­vo­no che «è sba­glia­to carat­te­riz­za­re le comu­ni­tà di migran­ti e rifu­gia­ti come radi­ca­li e peri­co­lo­se; nel­la nostra espe­rien­za, la vio­len­za mili­tan­te è infi­ni­ta­men­te rara. Di con­se­guen­za, dob­bia­mo con­ti­nua­re a soste­ne­re un approc­cio inclu­si­vo al loro inse­dia­men­to, in modo da com­bat­te­re la cre­scen­te marea di lin­guag­gio xeno­fo­bo nel mon­do. Que­sto lin­guag­gio por­te­rà sola­men­te a una mag­gio­re mar­gi­na­liz­za­zio­ne del­le nostre comu­ni­tà di immi­gra­ti, sen­za ren­de­re noi più sicu­ri in alcun modo».

«In quan­to sin­da­ci di tre cit­tà glo­ba­li — pro­se­guo­no, schie­ran­do­si chia­ra­men­te dal­la par­te dei rifu­gia­ti -, chie­dia­mo ai lea­der mon­dia­li che discu­te­ran­no pres­so le Nazio­ni Uni­te di pren­de­re azio­ni deci­si­ve per for­ni­re sol­lie­vo e rifu­gio a colo­ro che fug­go­no dai con­flit­ti e dal­le dif­fi­col­tà eco­no­mi­che (i migran­ti eco­no­mi­ci, addi­rit­tu­ra!) e di soste­ne­re colo­ro che già ope­ra­no in que­sto modo».

«Inve­sti­re nel­l’in­clu­sio­ne di rifu­gia­ti e migran­ti non è solo la cosa giu­sta da fare, è anche la cosa più intel­li­gen­te. Rifu­gia­ti e cit­ta­di­ni di altri pae­si por­ta­no capa­ci­tà di cui abbia­mo biso­gno, miglio­ra­no la vita­li­tà e la cre­sci­ta del­le eco­no­mie loca­li, e del­la loro pre­sen­za han­no a lun­go bene­fi­cia­to le nostre tre città».

«Noi fare­mo la nostra par­te», scri­vo­no. Ed elen­ca­no i pro­get­ti attua­ti dal­le loro cit­tà per favo­ri­re un’in­clu­sio­ne a tut­to ton­do, che non sia sola­men­te un soste­gno fine a se stes­so, per­ché «ogni resi­den­te si sen­ta par­te del­le nostre gran­di cit­tà».

E’ un po’ quel­lo che ci si aspet­ta di sen­ti­re da tut­ti i sin­da­ci di una gran­de cit­tà euro­pea, sno­do eco­no­mi­co e cul­tu­ra­le glo­ba­le. E’ un po’ quel­lo che ci si aspet­ta di sen­ti­re dal sin­da­co di Mila­no, ecco.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

Ultimi articoli

Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "La vaccinazione è un dovere morale e civico. La libertà è condizione irrinunciabile ma chi limita oggi la nostra libertà è il virus, non gli strumenti e le regole per sconfiggerlo".
Per il oltre il 5% della popolazione italiana l’accesso a scuola, lavoro, vita sociale, affettività, sessualità può essere precluso da ostacoli più o meno concreti che vanno dalle barriere architettoniche all’inadeguatezza delle norme che, anche quando presenti spesso non vengono rispettate e a quello più insidioso: la discriminazione.
Vede, caro ministro, per noi il punto fondamentale è proprio questo: la qualità delle intese sul clima, ormai, non la fanno tanto i contenuti quanto le tempistiche per raggiungere gli obiettivi.