Scuola: Civati e Maestri, su bonus stranieri il governo eviti trionfalismi

Fra gli emendamenti presentati dal Governo al decreto scuola all'esame della commissione Cultura è arrivato anche quello sull'estensione del bonus di 500 euro ai 18enni extracomunitari. Un emendamento che arriva, finalmente, dopo la presentazione della nostra proposta di legge ad hoc e dopo mesi in cui abbiamo denunciato questa discriminazione in aula

ROMA, 4 MAG — “Fra gli emen­da­men­ti pre­sen­ta­ti dal Gover­no al decre­to scuo­la all’e­sa­me del­la com­mis­sio­ne Cul­tu­ra è arri­va­to anche quel­lo sul­l’e­sten­sio­ne del bonus di 500 euro ai 18enni extra­co­mu­ni­ta­ri. Un emen­da­men­to che arri­va, final­men­te, dopo la pre­sen­ta­zio­ne del­la nostra pro­po­sta di leg­ge ad hoc e dopo mesi in cui abbia­mo denun­cia­to que­sta discri­mi­na­zio­ne in aula sia duran­te la discus­sio­ne sul­la leg­ge di sta­bi­li­tà sia duran­te quel­la sul mil­le pro­ro­ghe”. Lo dichia­ra­no in una nota i par­la­men­ta­ri di Pos­si­bi­le Pip­po Civa­ti e Andrea Mae­stri.

“Oggi — pro­se­guo­no — il Gover­no sana una deci­sio­ne ini­qua e ver­go­gno­sa che avreb­be aper­to una gra­ve e inco­sti­tu­zio­na­le discri­mi­na­zio­ne ver­so gio­va­ni che vivo­no, stu­dia­no e pro­get­ta­no il loro futu­ro nel nostro Pae­se e che per que­sto sono a tut­ti gli effet­ti ita­lia­ni. Nume­ro­se asso­cia­zio­ni ave­va­no annun­cia­to ricor­si indi­vi­dua­li e col­let­ti­vi su que­sta vicen­da: il Gover­no evi­ti quin­di toni trion­fa­li­sti­ci visto che alle nostre richie­ste ave­va oppo­sto scu­se asso­lu­ta­men­te ina­de­gua­te, come quel­la del­la man­can­za dei dati sui diciot­ten­ni stra­nie­ri extra Ue pre­sen­ti nel nostro siste­ma scolastico.

Con soli 15 milio­ni di euro in più, rispet­to ai 290 stan­zia­ti dal Gover­no per i diciot­ten­ni ita­lia­ni — osser­va­no Civa­ti e Mae­stri - si supe­ra que­sta dispa­ri­tà che era in aper­ta con­trad­di­zio­ne, come ave­va­mo rile­va­to, con la misu­ra annun­cia­ta dal Pre­si­den­te del Con­si­glio dei Mini­stri di desti­na­re un miliar­do di euro in ini­zia­ti­ve cul­tu­ra­li per raf­for­za­re “l’i­den­ti­tà ita­lia­na” per­ché “per ogni euro in più inve­sti­to in sicu­rez­za, ci deve esse­re un euro in più inve­sti­to in cul­tu­ra”. E la cul­tu­ra non può costi­tui­re la base per crea­re discri­mi­na­zio­ni tra i nostri cit­ta­di­ni piu’ espo­sti”. (ANSA).

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