Sardegna 2019 qualche riflessione

Dome­ni­ca 24 Feb­bra­io i Sar­di han­no elet­to il nuo­vo Pre­si­den­te del­la Regio­ne ed il Con­si­glio Regionale.

Ha vin­to net­ta­men­te il cen­tro­de­stra con il can­di­da­to Soli­nas al 48% stac­can­do net­ta­men­te il pro­get­to civi­co di cen­tro­si­ni­stra che can­di­da­va Mas­si­mo Zed­da arri­va­to al 33%. Net­ta­men­te stac­ca­to il M5S fer­mo all’ 11% che pure ave­va domi­na­to le poli­ti­che meno di un anno fa pren­den­do il 40%. Tut­te le altre pro­po­ste si sono fer­ma­te net­ta­men­te sot­to la soglia di sbar­ra­men­to fis­sa­ta al 5% segnan­do un risul­ta­to net­ta­men­te al di sot­to del­le attese.

Sono diver­si gli ele­men­ti inte­res­san­ti di que­sto voto che pur man­te­nen­do una for­te con­no­ta­zio­ne ter­ri­to­ria­le ha alcu­ni ele­men­ti comu­ni con i dati nazio­na­li recen­ti emer­si in altre regioni.

Il cen­tro­de­stra appa­re in for­ma sma­glian­te nono­stan­te un can­di­da­to alla pre­si­den­za eva­ne­scen­te ed il suo dato di lista del 52% testi­mo­nia un con­sen­so ed un radi­ca­men­to di quel­la pro­po­sta dif­fu­so su tut­to il ter­ri­to­rio. Den­tro il cen­tro­de­stra solo un mec­ca­ni­smo di pri­ma­zia del voto di pre­fe­ren­za rispet­to a quel­lo di lista ha evi­ta­to che la Lega domi­nas­se la con­te­sa spaz­zan­do via i par­ti­ti tra­di­zio­na­li. Chiun­que abbia assi­sti­to allo spo­glio sa bene che le cro­ci sul sim­bo­lo Lega era­no alme­no dop­pie rispet­to al voto attri­bui­to e dun­que oggi rea­li­sti­ca­men­te par­lia­mo di una Lega al 20% net­ta­men­te pri­mo par­ti­to in Sar­de­gna e domi­nan­te nel cen­tro­de­stra. Se a que­sto aggiun­gia­mo il PSDAZ suo allea­to nel­lo sce­na­rio nazio­na­le arri­via­mo vici­ni al 30% dei con­sen­si. 

Il cen­tro­si­ni­stra con il trai­no impor­tan­te del can­di­da­to Mas­si­mo Zed­da e del­le liste civi­che espres­sio­ne del mon­do lar­go del­la sini­stra ( che rag­giun­go­no 8%) rag­giun­ge il 30% una per­cen­tua­le miglio­re rispet­to al dato poli­ti­co di un anno fa 20% ma anco­ra net­ta­men­te insuf­fi­cien­te per gio­car­si la par­ti­ta.  Una soli­da base su cui rico­strui­re esi­ste ma per tor­na­re ad esse­re una rea­le alter­na­ti­va al cen­tro­de­stra il lavo­ro da fare è tan­tis­si­mo e non basta­no lea­der­ship for­ti e cari­sma­ti­che per rag­giun­ge­re que­sto sco­po. La scom­po­si­zio­ne del dato del­le liste testi­mo­nia che il PD al 13% pur per­den­do mol­to del suo con­sen­so ha tenu­to una per­cen­tua­le digni­to­sa all’interno di un pro­get­to plu­ra­le e cre­di­bi­le in gra­do di valo­riz­za­re anche la sini­stra che nel­le sue diver­se sfu­ma­tu­re par­ti­ti­che e civi­che pren­de il 15%. 

Il M5S tra­col­la con un dato intor­no al 10% che è frut­to non solo di uno scar­so radi­ca­men­to e di un siste­ma elet­to­ra­le che pena­liz­za chi si pre­sen­ta con un uni­ca lista, ma di una gra­ve cri­si di con­sen­so che in Sar­de­gna ha rag­giun­to la sua vet­ta più alta.

Al di fuo­ri dei tre bloc­chi prin­ci­pa­li le altre 4 pro­po­ste pre­sen­ta­te rac­col­go­no pochis­si­mo e van­no al di sot­to del­le atte­se sia il pro­get­to gui­da­to dal poten­tis­si­mo asses­so­re ai lavo­ri pub­bli­ci del­la Giun­ta uscen­te, sia la pro­po­sta di sini­stra anta­go­ni­sta fer­ma allo 0,5%.

Un discor­so a par­te meri­ta­no le for­ze indi­pen­den­ti­ste ed auto­no­mi­ste che 5 anni fa nel loro com­ples­so pre­se­ro il  17% ed oggi si fer­ma­no ad un dato poco supe­rio­re al 5%. Se ci pen­sa­te in un momen­to in cui in Euro­pa pre­val­go­no le spin­te auto­no­mi­ste e loca­li que­sto rap­pre­sen­ta uno dei dati in nega­ti­vo più rile­van­ti di que­sta tor­na­ta regio­na­le. La mia sen­sa­zio­ne è che in assen­za di un pro­get­to prag­ma­ti­co e rea­liz­za­bi­le i Sar­di non sia­no dispo­sti a pren­de­re in con­si­de­ra­zio­ne un alter­na­ti­va di rap­pre­sen­tan­za indi­pen­den­ti­sta. 

Come Pos­si­bi­le abbia­mo inve­sti­to sul­la costru­zio­ne in Sar­de­gna del pro­get­to civi­co di cen­tro­si­ni­stra gui­da­to da Mas­si­mo Zed­da e lo abbia­mo fat­to met­ten­do in cam­po un pro­get­to civi­co Sar­de­gna in Comu­ne che era com­po­sto da per­so­ne che come noi ave­va­no una mili­tan­za in pro­get­ti nazio­na­li ma anche da tan­tis­si­mi can­di­da­ti che pur non rico­no­scen­do­si in un par­ti­to veni­va­no da espe­rien­ze loca­li di impe­gno ammi­ni­stra­ti­vo, sin­da­ca­le o nel ter­zo set­to­re. E’ sta­ta una sfi­da com­ples­sa ma ha por­ta­to un risul­ta­to buo­no del 2,5% e l’elezione di due don­ne al Con­si­glio Regio­na­le Maria Lau­ra Orru e Anna Maria Uras. La leg­ge pre­ve­de che la secon­da elet­ta deb­ba cede­re il posto al Can­di­da­to Gover­na­to­re se deci­des­se di gui­da­re l’opposizione in Con­si­glio Regio­na­le rinun­cian­do al ruo­lo di Sindaco.

Se doves­si pro­va­re a pro­iet­ta­re sul livel­lo nazio­na­le que­sto risul­ta­to, pur con­sa­pe­vo­le dei limi­ti di que­sto ten­ta­ti­vo, direi che oggi la via di una sini­stra plu­ra­le capa­ce di rispet­tar­si e con­di­vi­de­re alcu­ni valo­ri ed alcu­ne prio­ri­tà mi pare il modo miglio­re per pro­va­re a rico­strui­re un idea di Pae­se capa­ce di esse­re con­vin­cen­te e cre­di­bi­le. A furia di for­za­re i tem­pi ed i pro­ces­si mol­to spes­so nel recen­te pas­sa­to abbia­mo per­so la capa­ci­tà di par­la­re al Pae­se. Se doves­si indi­vi­dua­re una prio­ri­tà sug­ge­ri­rei una gran­de rifles­sio­ne sul rap­por­to tra noi e la pro­vin­cia ita­lia­na per­ché anco­ra una vol­ta il voto testi­mo­nia una distan­za side­ra­le tra il voto nel­le aree urba­ne e quel­lo del­la par­te rura­le del Pae­se. Rinun­cia­re a que­sto sfor­zo e pen­sa­re che ci si pos­sa ras­se­gna­re a rap­pre­sen­ta­re solo le aree urba­ne rap­pre­sen­te­reb­be il fal­li­men­to pla­sti­co di qual­sia­si pro­get­to pro­gres­si­sta in que­sto Paese.

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