Proponiamo l’intervento della Segretaria Nazionale Francesca Druetti al Tax the Rich Party, la festa di chiusura della campagna di raccolte firme 1% equo tenutasi il 7 novembre a Milano:
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La campagna 1% equo è riuscita in un’impresa che sembrava impossibile: ha riportato la patrimoniale al centro del dibattito politico. E non una patrimoniale generica. Una vera patrimoniale contro i super ricchi. Servivano 50.000 firme, le abbiamo raggiunte e continuano a firmare più di 80.000 persone. Le persone si sono mobilitate. Le forze di sinistra del paese ne stanno discutendo.
Che siamo sulla strada giusta lo capiamo anche da come reagiscono gli altri, quell’un per cento che possiede la maggioranza della ricchezza e chi ha fatto un mestiere e una carriera a difenderne gli interessi, contro quelli di tutti gli altri e della collettività. Basta aprire social, giornali, trasmissioni, ogni giorno ci trovate chi mette tutte le sue energie per spiegare che la patrimoniale è sbagliata e non funziona.
Bene. Vuol dire che hanno paura. Perché sanno benissimo che questa proposta colpisce i super ricchi, di cui la destra continua a difendere ostinatamente gli interessi.
E lo dico chiaro: nessuna delle proposte, non questa, non quella di Oxfam, quella della CGIL, quella dei partiti di opposizione, colpisce il ceto medio o la prima casa o quelli che hanno da parte qualche risparmio. Non parliamo di chi sta bene, anche molto bene economicamente. Parliamo di chi ha più di 1 milione di euro di patrimonio. Chi dice il contrario lo sta facendo apposta per fregare chi la patrimoniale non la pagherebbe e ne avrebbe solo benefici.
Ma se loro hanno paura, noi non dobbiamo averne! La tassa sui super ricchi non è una debolezza nella campagna elettorale del centrosinistra, ma un punto di forza, e una soluzione necessaria per ogni altra proposta: conversione energetica, sostegno alle famiglie e alle imprese, scuola ricerca e sanità pubblica, emergenza abitativa. Come finanziamo queste cose che non sono più rimandabili, per cui le persone stanno riempiendo le piazze che tutti a sinistra dicono di voler ascoltare e rappresentare? Spoiler: tassando i pochi super ricchi, non i tanti che già pagano e quelli che sono in difficoltà.
Così si fa un nuovo patto sociale, così si vincono le elezioni. Guardate gli Stati Uniti: in un sistema capitalista e neoliberale per cultura, candidati dem come Mamdani a New York o El Sayed in Michigan hanno vinto mettendo al centro il costo della vita e il contributo dei più ricchi. Possiamo farcela anche qui. Non serve essere radicali, basta la Costituzione.
Quindi lo dico a chi si prepara a governare, a chi sta lavorando all’alternativa. Per una tassazione veramente progressiva ci sono varie proposte, accanto a questa. Possiamo ragionarne insieme, ma i grandi patrimoni in qualche modo vanno tassati. Lo dicono anche molti milionari, ma quelli pare che non li voglia ascoltare nessuno. La destra ha già scelto da che parte stare. Adesso tocca a noi scegliere.
Per questo faccio una promessa, a nome di Possibile. Tra un anno ci saranno le elezioni, e speriamo di vedere tante delle persone qui presenti tra i banchi di una maggioranza a sostegno di un governo finalmente di sinistra, progressista ed ecologista. E la promessa che vi faccio è quella di insistere, tutti i giorni, perché quella maggioranza discuta la legge di iniziativa popolare che abbiamo condiviso. Cercheremo le convergenze, cercheremo le intese con le altre forze, perché venga approvata. Ma è necessario che venga discussa, anche per ridare forza a uno strumento, quello della legge di iniziativa popolare, che negli stati è stato svilito da chi ha preso la volontà di partecipazione di cittadine e cittadini e l’ha tenuta chiusa in un cassetto. Questa è la mia, la nostra promessa, spero di non essere l’unica a farla.










