Per Possibile l’educazione sessuale e affettiva (o meglio, Educazione Sessuale Comprensiva o CSE) è da sempre una priorità: l’abbiamo voluta nei nostri documenti programmatici fin dalla fondazione, da quando studiavamo e osservavamo i sistemi europei più avanzati, dove educare alle relazioni, alla conoscenza del corpo e delle emozioni, alla diversità e alla sessualità libera e consapevole è parte integrante della scuola.
Il via libera della Cassazione al referendum e le oltre 500mila firme raccolte confermano che il tema esiste, ed è molto sentito soprattutto tra le nuove generazioni. In questo senso Possibile è pronto a fare la propria parte: parlarne, portarlo nel confronto pubblico e rafforzarlo nel dibattito politico, insieme a tutte le realtà che da sempre si battono su questi temi e a quelle che si sono riunite attorno alla sfida referendaria.
Per questi motivi Possibile ribadisce il proprio sostegno alla battaglia per abolire la legge Valditara sull’educazione sessuale e affettiva nelle scuole (legge n. 104/2026). Questa legge è un passo indietro proprio dove la scuola dovrebbe aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere le emozioni, comprendere il consenso, rispettare le differenze e difendersi da violenza e discriminazioni. Ci impegneremo affinché la discussione sia guidata da un approccio laico e scientifico senza farla scadere in iniziative unidirezionali, slogan o spauracchi ideologici.
Ma cancellare una cattiva legge non basta: l’abrogazione, da sola, non introdurrebbe alcuna disciplina che garantisca percorsi di educazione affettiva e sessuale. Serve, anche, una proposta positiva, con percorsi strutturati e uniformi, docenti e professionisti formati, un diritto per tutt3 e non una concessione a macchia di leopardo.
Per questo chiediamo che l’educazione sessuale comprensiva diventi uno degli assi del programma del campo progressista alle elezioni del 2027, con un impegno nel costruire una proposta che raccolga gli stimoli delle associazioni che da anni si battono sul tema. La destra ha già scelto da che parte stare, ora tocca a noi mostrarci all’altezza dell’alternativa radicale che il Paese si aspetta e ci chiede.
Gianmarco Capogna










