“Siamo felici che oggi sia stato depositato il testo unificato in merito alle discriminazioni e all’odio per genere, orientamento sessuale ed identità di genere e auspichiamo che si costruisca un fronte compatto di maggioranza capace di blindare la discussione e arrivare all’approvazione nel minor tempo possibile senza alcun compromesso. La comunità LGBTI+ aspetta da oltre 25 anni questo traguardo e la politica ha la responsabilità di dare una risposta chiara e netta. Come Possibile sosterremo la battaglia per una legge di cui il nostro Paese ha estrema necessità, come dimostrato dalle cronache quotidiane che, anche in questo mese del Pride, sono state macchiate da violenze di stampo omotransfobico” commentano Beatrice Brignone, segretaria nazionale di Possibile, e Gianmarco Capogna, portavoce di Possibile LGBTI+. “La maggioranza e il Parlamento non perdano questa occasione storica di approvare una buona legge contro l’omobitransfobia, una legge che dobbiamo dedicare a tutte le persone che in questi anni sono stati vittime di odio e violenze e che hanno continuato una resistenza quotidiana. Dedichiamo questa legge a loro e, proprio per questo, chiediamo che sia evitata ogni forma di compromesso al ribasso” concludono i due esponenti di Possibile.

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare
Quello che l’Italia chiede, e che noi dobbiamo saper ascoltare, è un confronto serio sui contenuti, che coinvolga tutte le forze che vogliono costruire un’alternativa al governo Meloni. Un confronto che abbia al centro la Costituzione, che ancora una volta si è rivelata la bussola intorno a cui il Paese sa ritrovarsi. Perché la Costituzione non è solo il testo che abbiamo difeso al referendum, è l’orizzonte di un Paese più giusto che non abbiamo ancora costruito.








