Oggi pomeriggio sarò a Venezia per partecipare alla manifestazione in ricordo di Pateh Sa-bally, il ragazzo del Gambia morto annegato nel Canal Grande il 22 gennaio scorso. Una storia terribile sulla quale qualsiasi commento potrebbe apparire retorico o strumentale. Mi limiterò a manifestare in silenzio l’indignazione per questa morte assurda, per la morte dei diritti e anche del senso di umanità di quanti hanno guardato senza intervenire, insultando un ragazzo di appena 22 anni che non ha trovato una casa nemmeno nella civilissima Europa. Interroghiamoci prima che sia troppo tardi su cosa dobbiamo fare per accogliere, su quale modello di Europa vogliamo, su cosa vuol dire filmare un ragazzo mentre muore senza che nessuno intervenga. Riguarda tutti noi.

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare
Quello che l’Italia chiede, e che noi dobbiamo saper ascoltare, è un confronto serio sui contenuti, che coinvolga tutte le forze che vogliono costruire un’alternativa al governo Meloni. Un confronto che abbia al centro la Costituzione, che ancora una volta si è rivelata la bussola intorno a cui il Paese sa ritrovarsi. Perché la Costituzione non è solo il testo che abbiamo difeso al referendum, è l’orizzonte di un Paese più giusto che non abbiamo ancora costruito.









