Migranti, Maestri: Libia porto sicuro? Abominio giuridico e umano

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A Matteo Salvini vorremmo mostrare un po’ di immagini che arrivano dalla Libia, da quei campi di detenzione in cui i migranti sono sottoposti a torture indescrivibili. Da ministro dell’Interno dovrebbe peraltro già averle viste. Negli anni scorsi abbiamo raccontato le quotidiane violazioni dei diritti umani avvenute nei centri libici. Nonostante tutto questo, Salvini ha proferito parole vergognose, definendo la Libia un Paese affidabile e un porto sicuro. Ci troviamo di fronte a un’infinita disumanità, ma anche dinanzi a una palese violazione di leggi internazionali. Una vergogna indescrivibile”. Lo dichiara Andrea Maestri della segreteria nazionale di Possibile.

“L’unica certezza – aggiunge Maestri – che può dare la Libia è quella dell’inaffidabilità: non è un interlocutore credibile a causa della mancanza di un vero governo con cui confrontarsi. I migranti sono stati infatti affidati alla gestione di criminali, spesso responsabili di orrende torture che abbiamo denunciato. Definire la Libia un porto sicuro è un abominio politico, giuridico e umano”.

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