Le priorità della manovra: più risorse alla Difesa, meno giustizia sociale

Sanità, affitti, salari, bollo auto, spese militari: più risorse alla difesa, meno giustizia sociale. l'ultima manovra di Meloni racconta benissimo le prorità della destra.

La leg­ge di bilan­cio per il 2027 rac­con­ta con estre­ma chia­rez­za le prio­ri­tà del gover­no.

Dife­sa

Secon­do quan­to indi­ca­to nel­le tabel­le del­la mano­vra, le risor­se aggiun­ti­ve desti­na­te a Dife­sa e sicu­rez­za ammon­ta­no a cir­ca 4,8 miliar­di nel 2027 e a 10,9 miliar­di nel­l’in­te­ro trien­nio 2027–2029. Si trat­ta di incre­men­ti rispet­to alle pre­vi­sio­ni pre­ce­den­ti, non del­la spe­sa mili­ta­re com­ples­si­va. Una par­te con­si­sten­te finan­zia pro­gram­mi di inve­sti­men­to e acqui­si­zio­ne di arma­men­ti, insie­me al fun­zio­na­men­to del­le For­ze arma­te, alle infra­strut­tu­re NATO e ad altri pro­gram­mi mili­ta­ri. La mano­vra isti­tui­sce inol­tre un fon­do per la Dife­sa (arti­co­lo 92) e finan­zia il reclu­ta­men­to di volon­ta­ri nel­la riser­va del­l’Ar­ma dei Cara­bi­nie­ri (arti­co­lo 93).

L’au­men­to si inse­ri­sce nel qua­dro del­la clau­so­la euro­pea che con­sen­te una devia­zio­ne tem­po­ra­nea dal per­cor­so di spe­sa net­ta per soste­ne­re deter­mi­na­te spe­se per la dife­sa. Il gover­no uti­liz­za lo spa­zio fisca­le dispo­ni­bi­le per acce­le­ra­re il raf­for­za­men­to mili­ta­re. Intan­to, per sani­tà, scuo­la e ser­vi­zi pub­bli­ci, ogni richie­sta di risor­se si scon­tra con i vin­co­li di bilan­cio. Que­sta gerar­chia nel­la spe­sa andreb­be ribal­ta­ta, toglien­do risor­se alla guer­ra. Si trat­ta di 15,7 miliar­di di euro. Un’enormità di dena­ro. Non ade­ria­mo alla vostra guer­ra!

Bol­lo auto

La scel­ta è mol­to discu­ti­bi­le. L’ar­ti­co­lo 3 pre­ve­de l’e­sen­zio­ne per un vei­co­lo per cia­scun con­tri­buen­te, per auto­mo­bi­li fino a 80 kW, com­pre­se quel­le a ben­zi­na e die­sel, e moto­ci­cli e ciclo­mo­to­ri. La misu­ra vale anche per vei­co­li ibri­di e non intro­du­ce una sele­zio­ne basa­ta sul red­di­to o sul­le emis­sio­ni. Per com­pen­sa­re le Regio­ni sono pre­vi­sti tra­sfe­ri­men­ti per cir­ca 2,3 miliar­di nel 2027, 2,316 miliar­di nel 2028 e 2,339 miliar­di nel 2029.

La misu­ra è costo­sa e poco selet­ti­va. Seb­be­ne vi sia un cer­to gra­do di cor­re­la­zio­ne tra poten­za del vei­co­lo pos­se­du­to e sta­tus red­di­tua­le del­la per­so­na, la nor­ma non distin­gue le con­di­zio­ni eco­no­mi­che del­le fami­glie e non incen­ti­va il ricam­bio ver­so mez­zi meno inqui­nan­ti. Con quel­le risor­se si sareb­be potu­to soste­ne­re il tra­spor­to pub­bli­co, aiu­ta­re chi ha dav­ve­ro dif­fi­col­tà a paga­re i costi del­la mobi­li­tà e accom­pa­gna­re la tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca.

Aumen­ti sala­ria­li

L’ar­ti­co­lo 6 intro­du­ce per il 2027 un’im­po­sta sosti­tu­ti­va del 5 per cen­to sugli incre­men­ti retri­bu­ti­vi deri­van­ti dai rin­no­vi dei con­trat­ti col­let­ti­vi sot­to­scrit­ti tra il 2024 e il 2027. Il bene­fi­cio è riser­va­to ai dipen­den­ti del set­to­re pri­va­to che nel 2026 han­no per­ce­pi­to un red­di­to da lavo­ro dipen­den­te non supe­rio­re a 33.000 euro.

La misu­ra offre un sol­lie­vo fisca­le a una par­te dei lavo­ra­to­ri, ma lascia intat­to il pro­ble­ma dei sala­ri ita­lia­ni. Gli aumen­ti con­trat­tua­li dipen­do­no da rin­no­vi spes­so tar­di­vi e fati­co­si, non sem­pre in gra­do di recu­pe­ra­re il pote­re d’ac­qui­sto ero­so dal­l’in­fla­zio­ne. Soprat­tut­to, i dipen­den­ti pub­bli­ci sono esclu­si da que­sto sgra­vio. Anche qui si sce­glie una rispo­sta fisca­le par­zia­le al posto di una stra­te­gia strut­tu­ra­le. Una leg­ge sul sala­rio mini­mo aiu­te­reb­be la con­trat­ta­zio­ne col­let­ti­va e resti­tui­reb­be digni­tà ai sala­ri di lavo­ra­tri­ci e lavo­ra­to­ri.

Affit­ti com­mer­cia­li

L’ar­ti­co­lo 5 ha del­l’in­cre­di­bi­le. Intro­du­ce per i con­trat­ti sti­pu­la­ti nel 2027 una cedo­la­re sec­ca del 21 per cen­to sui cano­ni di loca­zio­ne degli immo­bi­li com­mer­cia­li di cate­go­ria C/1 fino a 200 metri qua­dra­ti. L’a­li­quo­ta scen­de al 10 per cen­to nei comu­ni capo­luo­go di cit­tà metro­po­li­ta­na.

Il bene­fi­cio fisca­le va diret­ta­men­te in tasca ai pro­prie­ta­ri degli immo­bi­li. La nor­ma non pre­ve­de alcun obbli­go di ridu­zio­ne dei cano­ni a favo­re degli eser­cen­ti. È una scel­ta assur­da, soprat­tut­to in una fase in cui tan­ti pic­co­li nego­zi e atti­vi­tà di vici­na­to sono schiac­cia­ti dal­l’au­men­to dei costi e dal­la con­cor­ren­za del­le gran­di piat­ta­for­me. Si sce­glie anco­ra una vol­ta di pre­mia­re la ren­di­ta immo­bi­lia­re, sen­za una garan­zia con­cre­ta che il van­tag­gio rag­giun­ga le impre­se che ten­go­no vivi i cen­tri urba­ni e i quar­tie­ri.

Sani­tà

L’ar­ti­co­lo 69 “aumen­ta” il finan­zia­men­to del Ser­vi­zio sani­ta­rio nazio­na­le di 2,365 miliar­di nel 2027, 2,352 miliar­di nel 2028 e 2,399 miliar­di annui dal 2029. Non ser­ve spe­ci­fi­ca­re che l’aumento è insuf­fi­cien­te a sod­di­sfa­re il fab­bi­so­gno. Tra le desti­na­zio­ni indi­ca­te figu­ra­no 500 milio­ni annui per le tarif­fe rico­no­sciu­te agli ospe­da­li — inclu­se le strut­tu­re pri­va­te con­ven­zio­na­te — per i rico­ve­ri, 300 milio­ni nel 2027 per pre­sta­zio­ni aggiun­ti­ve fina­liz­za­te alla ridu­zio­ne del­le liste d’at­te­sa — fun­zio­ne spes­so assol­ta sem­pre dal pri­va­to con­ven­zio­na­to -, 380 milio­ni annui per le inden­ni­tà del per­so­na­le dei pron­to soc­cor­so e 100 milio­ni nel 2027 per i buo­ni pasto del per­so­na­le sani­ta­rio. All’articolo 53, poi, è pre­vi­sta l’erogazione di un bonus di 300 euro per la spe­sa out of poc­ket soste­nu­ta da per­so­ne con più di 75 anni. Si trat­ta in tota­le di 1,645 miliar­di di euro.

I dena­ri, pochi, sono anche spe­si male. Una par­te rile­van­te finan­zia pre­sta­zio­ni extra, tarif­fe, inden­ni­tà e bonus. La nor­ma non pre­sen­ta alcun pro­gram­ma strut­tu­ra­le per nuo­ve assun­zio­ni, sta­bi­liz­za­zio­ne del per­so­na­le, medi­ci­na ter­ri­to­ria­le e pre­ven­zio­ne. Le liste d’at­te­sa si affron­ta­no con pre­sta­zio­ni aggiun­ti­ve, raf­for­zan­do il ser­vi­zio pub­bli­co e met­ten­do­lo nel­le con­di­zio­ni di rispon­de­re sta­bil­men­te ai biso­gni del­le per­so­ne.

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare

Quel­lo che l’I­ta­lia chie­de, e che noi dob­bia­mo saper ascol­ta­re, è un con­fron­to serio sui con­te­nu­ti, che coin­vol­ga tut­te le for­ze che voglio­no costrui­re un’al­ter­na­ti­va al gover­no Melo­ni. Un con­fron­to che abbia al cen­tro la Costi­tu­zio­ne, che anco­ra una vol­ta si è rive­la­ta la bus­so­la intor­no a cui il Pae­se sa ritro­var­si. Per­ché la Costi­tu­zio­ne non è solo il testo che abbia­mo dife­so al refe­ren­dum, è l’o­riz­zon­te di un Pae­se più giu­sto che non abbia­mo anco­ra costrui­to.

Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

Patrimoniale: se loro hanno paura, noi non dobbiamo averne

La tas­sa sui super ric­chi non è una debo­lez­za nel­la cam­pa­gna elet­to­ra­le del cen­tro­si­ni­stra, ma un pun­to di for­za, e una solu­zio­ne neces­sa­ria per ogni altra pro­po­sta: con­ver­sio­ne ener­ge­ti­ca, soste­gno alle fami­glie e alle impre­se, scuo­la ricer­ca e sani­tà pub­bli­ca, emer­gen­za abi­ta­ti­va.