Clima, Brignone: In Gran Bretagna dichiarata emergenza, in Italia solo bollettino liti Salvini-Di Maio

“In Gran Bre­ta­gna si par­la chia­ra­men­te di ‘dichia­ra­zio­ne del­l’e­mer­gen­za cli­ma­ti­ca’: un allar­me sen­ti­to e pre­oc­cu­pa­to. In Ita­lia si con­ti­nua a par­la­re solo di Sal­vi­ni, del­le sue vol­ga­ri­tà, e del noio­so bol­let­ti­no di liti­gi con Di Maio. Il resto del mon­do pone atten­zio­ne al col­las­so del cli­ma, ai dan­ni irre­pa­ra­bi­li che potreb­be pro­vo­ca­re in poco più di die­ci anni, men­tre qua il gover­no bat­ti­bec­ca, o fin­ge di far­lo, su varie minu­zie. Anche per­ché, nel con­cre­to, Di Maio evi­ta l’ar­go­men­to, basti pen­sa­re all’Il­va, altri­men­ti resta sen­za paro­le come si è visto”. Lo dichia­ra la segre­ta­ria di Pos­si­bi­le, Bea­tri­ce Bri­gno­ne, can­di­da­ta con Euro­pa Ver­de alle Euro­pee nel­la cir­co­scri­zio­ne Ita­lia cen­tra­le.

“La que­stio­ne cli­ma­ti­ca — aggiun­ge Bri­gno­ne — è in cima alla nostra agen­da, per­ché è seria e urgen­te. Biso­gna cam­bia­re il model­lo pro­dut­ti­vo, capi­re che il rispet­to del­l’am­bien­te è una gran­de oppor­tu­ni­tà, non una limi­ta­zio­ne. Voglia­mo usci­re da un dibat­ti­to più che mai avvi­ta­to su per­so­na­li­smi e discu­te­re di pro­ble­mi rea­li, tan­gi­bi­li. Che van­no ben oltre la soprav­vi­ven­za scon­clu­sio­na­ta di que­sto gover­no”.

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Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare

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Congresso 2024: regolamento congressuale

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Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

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Petacciato: la terra frana. E anche il nostro futuro

La ria­per­tu­ra del­la fra­na di Petac­cia­to e i con­se­guen­ti disa­gi socia­li, eco­no­mi­ci e ambien­ta­li, insie­me con tut­ti gli epi­so­di estre­mi che si sono veri­fi­ca­ti negli ulti­mi anni, stan­no facen­do tor­na­re a gal­la la vera e neces­sa­ria ope­ra di cui ha vera­men­te biso­gno il nostro pae­se: la mes­sa in sicu­rez­za del ter­ri­to­rio ita­lia­no dal rischio idro­geo­lo­gi­co.

Perché i nostri figli cercano l’ordine nel baratro

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