“Il solo pensiero di un licenziamento per l’attivismo politico è inaccettabile. Peraltro, in questo caso, è un impegno prima di tutto sociale, per il riconoscimento di diritti che dovrebbero essere assodati. La storia di Elizabeth Arquinigo è davvero preoccupante: è stata licenziata, senza alcuna motivazione ufficiale, facendo venire più di un sospetto sul fatto che questa decisione sia maturata dopo l’appello rivolto al ministro dell’Interno Salvini e la pubblicazione di un libro, ‘Lettera agli italiani come me’, sul tema della cittadinanza. A Elizabeth voglio far arrivare tutta la solidarietà della comunità di Possibile, con la promessa che le saremo al fianco in questa battaglia. Che è sua, ma anche dell’intero Paese”. Lo dichiara la segretaria di Possibile, Beatrice Brignone, parlando del caso della peruviana di 28 anni licenziata, senza alcuna motivazione ufficiale, dal lavoro di interprete in Questura, a Milano.

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare
Quello che l’Italia chiede, e che noi dobbiamo saper ascoltare, è un confronto serio sui contenuti, che coinvolga tutte le forze che vogliono costruire un’alternativa al governo Meloni. Un confronto che abbia al centro la Costituzione, che ancora una volta si è rivelata la bussola intorno a cui il Paese sa ritrovarsi. Perché la Costituzione non è solo il testo che abbiamo difeso al referendum, è l’orizzonte di un Paese più giusto che non abbiamo ancora costruito.









