Lavoro

Comdata, Pastorino: un accordo monco, complici Governo e Ministero

“E’ sta­to sigla­to al Mini­ste­ro del Lavo­ro un’i­po­te­si di accor­do per il riti­ro dei licen­zia­men­ti su Pado­va e Poz­zuo­li di Com­da­ta. Dopo la mia Inter­ro­ga­zio­ne spe­ra­vo che le basi fos­se­ro diver­se inve­ce que­sto è un accor­do mon­co. I lavo­ra­to­ri avran­no solo acces­so ad ammor­tiz­za­to­ri socia­li, mesi di soli­da­rie­tà, incen­ti­vi al licen­zia­men­to e altri stru­men­ti che […]

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Call center: il telefono della crisi squilla a Mezzogiorno (e non solo)

Per anni sono sta­ti il sim­bo­lo del pre­ca­ria­to, del lavo­ra­to­re sfrut­ta­to e mal­pa­ga­to. Uno ste­reo­ti­po per­fet­to, rac­con­ta­to anche dal mon­do dell’editoria e del Cine­ma. Oggi i riflet­to­ri sono pun­ta­ti altro­ve: chi lavo­ra in un call cen­ter rice­ve deci­sa­men­te meno atten­zio­ne, fa meno audien­ce. E non per­ché la situa­zio­ne sia nor­ma­liz­za­ta: è solo scat­ta­to un mec­ca­ni­smo

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Lavoratori dei call center: solo numeri (che non tornano)

Lavo­ra­re in un call cen­ter, oggi, signi­fi­ca non esser altro che un nume­ro. Il con­tri­bu­to indi­vi­dua­le in ter­mi­ni di com­pe­ten­ze, pro­fes­sio­na­li­tà, impe­gno non vie­ne mini­ma­men­te valu­ta­to. Eppu­re, que­sto lavo­ro negli anni si è evo­lu­to in modo tale da richie­de­re agli addet­ti skills sem­pre più vari: l’operatore deve ave­re com­pe­ten­ze rela­zio­na­li, padro­neg­gia­re mil­le con­te­nu­ti, esse­re velo­ce,

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Bekaert: è proprio il caso di dire “vengono prima gli italiani”

Nel­la gior­na­ta di vener­dì si sono sus­se­gui­ti due epi­so­di di rile­van­za nazio­na­le: men­tre in un tour tosca­no il Mini­stro del­l’In­ter­no Mat­teo Sal­vi­ni, scor­ta­to da un nume­ro con­si­de­re­vo­le di Poli­zia, arrin­ga­va i suoi mili­tan­ti in appog­gio ai can­di­da­ti sin­da­co di cdx per il bal­lot­tag­gio di dome­ni­ca 24 giu­gno, a Figli­ne Inci­sa Val­dar­no un’u­ni­tà pro­dut­ti­va sto­ri­ca chiu­de­va

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Pane e Costituzione: il Primo Maggio Possibile.

Imma­gi­na­te un posto (sce­glie­te voi la lati­tu­di­ne, dal pae­se abbar­bi­ca­to sul­la cima di una mon­ta­gna, alla cit­tà metro­po­li­ta­na, dall’isola meta di turi­sti, alla cam­pa­gna coper­ta di agru­me­ti) in cui, pen­sa­te un po’, a tut­ti i lavo­ra­to­ri sia rico­no­sciu­to il dirit­to ad una retri­bu­zio­ne pro­por­zio­na­ta alla quan­ti­tà e qua­li­tà del suo lavo­ro e in ogni caso

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Assemblea dei riders: giusta paga e tutele per tutti

Esse­re inve­sti­to. Cade­re sot­to la piog­gia. Resta­re con una gom­ma buca­ta pri­ma del­la fine del tur­no. Veder­si modi­fi­ca­ta la retri­bu­zio­ne da un gior­no all’al­tro. Restan­do in soli­tu­di­ne, sen­za aver nean­che un rife­ri­men­to, un luo­go fisi­co ove anda­re, a cui rivol­ger­si. Que­sta è l’e­spe­rien­za dei ciclo-fat­­to­­ri­­ni, dei riders (ma il ter­mi­ne è subal­ter­no alla nar­ra­zio­ne del­la

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Foodora, Civati: Su diritti lavoratori serve battaglia politica non giudiziaria

“La bat­ta­glia è poli­ti­ca, non giu­di­zia­ria. Non può esse­re una bat­ta­glia giu­di­zia­ria, quan­do le tute­le sono sta­te sman­tel­la­te e non ci sono più le garan­zie che pos­sa­no sup­por­ta­re i lavo­ra­to­ri che cer­ca­no di far vale­re in Tri­bu­na­le dirit­ti che non sono più rico­no­sciu­ti”. Lo dichia­ra Pip­po Civa­ti, espo­nen­te di Pos­si­bi­le, com­men­tan­do la sen­ten­za sui riders di

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Corrieri della sera

Mer­co­le­dì sera, dopo l’ultima con­se­gna, con Giu­sep­pe Civa­ti ed Elly Schlein abbia­mo incon­tra­to alcu­ni riders di Bolo­gna. L’ap­pun­ta­men­to è intor­no ad un tavo­lo, davan­ti a una bir­ra. Stia­mo moni­to­ran­do ciò che si muo­ve tra piat­ta­for­me, ruo­te e piat­ti con­se­gna­ti. In segui­to agli inci­den­ti del­le scor­se set­ti­ma­ne abbia­mo chie­sto, a nome di Pos­si­bi­le, di incon­trar­li e

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Nuova economia, stessi diritti: le nostre proposte sulla Gig Economy

Glo­vo è una app di any­­thing-deli­­ve­­ry: la con­se­gna a domi­ci­lio di qual­sia­si cosa. Ser­vi­zio rapi­do, in ses­san­ta minu­ti suo­na­no al tuo cam­pa­nel­lo. Non si trat­ta più solo del cibo. I lavo­ra­to­ri bolo­gne­si di Glo­vo, sostan­zial­men­te fat­to­ri­ni, han­no scio­pe­ra­to la scor­sa set­ti­ma­na sospen­den­do per due ore le con­se­gne. Tut­to ciò in segui­to all’in­tro­du­zio­ne del nuo­vo mini­mo

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