Caso espropri: prima gli insulti, poi la marcia indietro

Lunedì Possibile aveva denunciato la porcheria della nuova norma che sancisce con un automatismo sfratto, esproprio e vendita di una casa da parte della banca in caso il contraente di un mutuo salti sette rate, senza passare dal giudice. Lo abbiamo denunciato, e ci siamo presi gli insulti dei renziani. Ieri sera, la notizia - vedremo come - della marcia indietro del Governo.

È un esem­pio recen­te e anche cla­mo­ro­so, per la gra­vi­tà del fat­to e per la rapi­di­tà con cui si sono suc­ce­du­ti gli even­ti, ma val­ga per tan­ti altri casi che abbia­mo visto in que­sta legi­sla­tu­ra (e altri ne vedre­mo, temia­mo): lune­dì Pos­si­bi­le ave­va denun­cia­to, per pri­ma e in soli­tu­di­ne (poi si sono aggiun­ti i gril­li­ni, con cla­mo­re), la por­che­ria del­la nuo­va nor­ma che san­ci­sce con un auto­ma­ti­smo sfrat­to, espro­prio e ven­di­ta di una casa da par­te del­la ban­ca in caso il con­traen­te di un mutuo sal­ti set­te rate, sen­za pas­sa­re dal giu­di­ce. Lo abbia­mo denun­cia­to, e ci sia­mo pre­si gli insul­ti dei renziani.

Ieri sera, la noti­zia — vedre­mo come — del­la mar­cia indie­tro del Gover­no, a quan­to pare spa­ven­ta­to (ma va?) dal­le rea­zio­ni mol­to nega­ti­ve segui­te alla noti­zia. Quin­di il prov­ve­di­men­to non anda­va bene. Quin­di ave­va­mo ragio­ne. Non che que­sto si pos­sa dire, per cari­tà. Non lo ammet­te­reb­be­ro mai.

Comun­que, ecco i ren­zia­ni insul­tan­ti in rapi­do ripo­si­zio­na­men­to, è pos­si­bi­le ammi­rar­li pasco­la­re per le pra­te­rie dei social net­work, men­tre pro­va­no a orien­tar­si. Lo spet­ta­co­lo del­la natura.

Beee.

 

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