“Buona scuola”: i numeri della Corte dei conti certificano la cattiva gestione

Dalla relazione della Corte dei Conti sul Rendiconto generale dello Stato approvato dal Senato e del disegno di legge di assestamento di bilancio 2017, emerge con chiarezza la mala gestione delle risorse pubbliche per la Scuola rispetto allo scorso anno scolastico.

[vc_row][vc_column][vc_column_text css=”.vc_custom_1509616101235{margin-top: 20px !important;}”][/vc_column_text][vc_column_text]Dalla rela­zio­ne del­la Cor­te dei Con­ti sul Ren­di­con­to gene­ra­le del­lo Sta­to appro­va­to dal Sena­to e del dise­gno di leg­ge di asse­sta­men­to di bilan­cio 2017, emer­ge con chia­rez­za la mala gestio­ne del­le risor­se pub­bli­che per la Scuo­la rispet­to allo scor­so anno sco­la­sti­co.

Già da un pri­mo sguar­do appa­re evi­den­te il fal­li­men­to del­la rifor­ma del­la “Buo­na scuo­la”, con risul­ta­ti che stan­no andan­do oltre la più cupa pre­vi­sio­ne che il mon­do del­la Scuo­la, i Sin­da­ca­ti e alcu­ne for­ze poli­ti­che ave­va­no imma­gi­na­to, ancor pri­ma di vede­re l’ex pre­mier Ren­zi elen­car­ne le mera­vi­glie alla lava­gna, con tan­to di ges­set­ti colorati.

Ma vedia­mo i dati: i docen­ti pre­sen­ti nel­le Gra­dua­to­rie ad Esau­ri­men­to (GAE) sono sali­ti a 88.045.

Ricor­dia­mo che nel 2006 l’allora Mini­stro Fio­ro­ni, che le ave­va isti­tui­te con lo sco­po, appun­to, di esau­ri­re le lun­ghe liste di pre­ca­ri, ave­va ipo­tiz­za­to che si sareb­be­ro svuo­ta­te in tre anni men­tre inve­ce i suc­ces­si­vi gover­ni le han­no uti­liz­za­te come refu­gium pec­ca­to­rum in cui ammas­sa­re i pro­ta­go­ni­sti del “ricor­si­fi­cio” in cui da anni ormai si è tra­sfor­ma­to il Miur.

Ren­zi ci ave­va rac­con­ta­to che gra­zie alla “Buo­na scuo­la” sareb­be spa­ri­ta “la sup­plen­ti­te”: non è sta­to così e la situa­zio­ne si è anzi aggra­va­ta, visto che nell’a.s. 2016/17 si è rag­giun­to il nume­ro sba­lor­di­ti­vo di 125.832 con­trat­ti a tem­po deter­mi­na­to, anche gra­zie ad un con­cor­so che ha allun­ga­to all’inverosimile i tem­pi per il com­ple­ta­men­to del­le pro­ve e, soprat­tut­to, al fat­to che non sono sta­ti avvia­ti i cor­si di spe­cia­liz­za­zio­ne per il soste­gno ade­gua­ti alle rea­li neces­si­tà, visti i mol­ti posti in deroga.

Non è dav­ve­ro chia­ro, poi, il dato secon­do cui, dei 750000 docen­ti di ruo­lo aven­ti dirit­to al bonus pre­mia­le, solo 2487 lo abbia­no effet­ti­va­men­te per­ce­pi­to; con­si­de­ra­to che nel­la mag­gior par­te del­le scuo­le è sta­to deli­be­ra­to di asse­gnar­lo a cir­ca un ter­zo dell’organico, qual­co­sa dav­ve­ro non tor­na, for­se i paga­men­ti sono in gra­ve ritardo.

Del resto que­sta misu­ra ci è sem­pre appar­sa un modo sba­glia­to di valo­riz­za­re i docen­ti: cri­te­ri dif­for­mi e attri­bu­zio­ni a que­sto o quel docen­te non cono­sci­bi­li nel­la loro desti­na­zio­ne del dena­ro pub­bli­co da par­te del diri­gen­te sco­la­sti­co han­no crea­to un cli­ma di com­pe­ti­zio­ne e di opa­ci­tà tra col­le­ghi. Ma non sareb­be sta­to meglio (volen­do si fareb­be anco­ra in tem­po) far con­flui­re i 200 milio­ni annui desti­na­ti al bonus pre­mia­le per pochi, insie­me ad altre risor­se, in un aumen­to di sti­pen­dio più digni­to­so per tut­ti dopo 10 anni di bloc­co del­le retri­bu­zio­ni del pub­bli­co impiego?

Aggiun­gia­mo, per una visio­ne d’insieme, che altre 102 scuo­le auto­no­me sono sta­te can­cel­la­te, con dif­fi­col­tà di gestio­ne seris­si­me da par­te dei diri­gen­ti sco­la­sti­ci a gesti­re le sem­pre più nume­ro­se scuo­le in reg­gen­za, spe­cie quan­do col­lo­ca­te su ter­ri­to­ri poco age­vo­li per gli spo­sta­men­ti e che sono sta­ti asse­gna­ti solo 2338 posti in dero­ga per il per­so­na­le ATA già esclu­so dal pia­no di assun­zio­ni straor­di­na­rio e di cui ci sareb­be un enor­me biso­gno per far fun­zio­na­re le scuole.

Que­sti i dati emer­si dal­la rela­zio­ne del­la Cor­te dei Con­ti pre­sen­ta­ta alla VII Com­mis­sio­ne del­la Came­ra nei gior­ni scor­si: rias­su­mo­no il com­ple­to insuc­ces­so di una rifor­ma che ha pro­dot­to lo sgre­to­la­men­to del­la Scuo­la del­la Costi­tu­zio­ne, una Scuo­la che con man­cet­te, meri­to­cra­zia e inge­ren­ze ester­ne non ha nul­la a che fare, una Scuo­la che voglia­mo tor­ni a par­la­re di “rimo­zio­ne degli osta­co­li” per l’uguaglianza dei futu­ri cit­ta­di­ni e cit­ta­di­ne di que­sto Pae­se.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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