Andrea Maestri

Da giorni (non da poche ore) 177 persone, tutti potenziali richiedenti asilo, tra i quali anche soggetti vulnerabili, che hanno subito traumi, che sono stati torturati, violentati, maltrattati nel loro percorso migratorio, persone ammalate o ferite e bisognose di cure, sono bloccate, private della libertà di locomozione, all’interno di una nave della Guardia Costiera italiana.
La vicenda della nave italiana Asso 28 che ha soccorso (giustamente) 108 migranti nel Mediterraneo, in acque internazionali rientranti nella zona SAR (ricerca e soccorso in mare) libica, ma li ha riportati (ingiustamente) in Libia, da dove erano fuggiti rappresenta, ad oggi, il punto più profondo di rottura di quella tradizione di rispetto dei diritti umani che nasce da così lontano e rischia di morire così vicino, storicamente e geograficamente, a noi.
Dublino rischia di diventare un comodo alibi per una classe politica inadeguata che copre le proprie mancanze sul versante interno-nazionale con l’eterna polemica contro l’Europa
Riposa in pace, caro fratello Sacko. Non vorrei mai vivere in un paese in cui qualcuno si sentisse libero di sparare ad un’altra persona indifesa, considerandola un’intrusa. Ma evidentemente accettando che venga ridotta in schiavitù e sfruttata dalle agromafie nostrane. 
Appena il nuovo Regolamento Comunale di Polizia Urbana voluto dal Vicesindaco di Ravenna Fusignani (e presumibilmente non osteggiato dal Sindaco De Pascale ma spero osteggiatissimo almeno dagli assessori Morigi e Baroncini) dovesse entrare in vigore e contenere i divieti e le sanzioni che sono stati anticipati dalla stampa locale, porremo in essere un atto di doverosa disobbedienza civile, attuando il volantinaggio in centro.