Aquarius, Civati: Prosegue battaglia feroce contro Ong

“La nave Aqua­rius non sal­ve­rà più vite, il mare diven­ta così anco­ra più peri­co­lo­so. L’at­tua­le mini­stro del­l’In­ter­no Sal­vi­ni gon­go­la, sul­le pel­le del­le per­so­ne dispe­ra­te, pro­se­guen­do la bat­ta­glia fero­ce con­tro le Orga­niz­za­zio­ni non gover­na­ti­ve. Ma le respon­sa­bi­li­tà sono dif­fu­se nel­la clas­se poli­ti­ca ita­lia­na, basti pen­sa­re al codi­ce Min­ni­ti, il pri­mo atto di cri­mi­na­liz­za­zio­ne ver­so chi svol­ge­va atti­vi­tà di sal­va­tag­gio di vite uma­ne. E non va dimen­ti­ca­to Lui­gi Di Maio, ormai cala­to nei pan­ni di per­fet­to vice Sal­vi­ni, che par­la di taxi del mare”. Lo dichia­ra Giu­sep­pe Civa­ti, fon­da­to­re di Pos­si­bi­le, com­men­tan­do l’an­nun­cio del­la fine del­le atti­vi­tà dell’imbarcazione.

“L’A­qua­rius che lascia il mare — aggiun­ge Civa­ti — è una scon­fit­ta per tut­ti, per il prin­ci­pio di uma­ni­tà. Pro­prio quel­l’u­ma­ni­tà che que­sto gover­no vuo­le defi­ni­ti­va­men­te sep­pel­li­re, die­tro un vol­to tru­ce in nome del­la pro­pa­gan­da, che fini­sce per distrug­ge­re la comu­ni­tà. E sen­za una vera comu­ni­tà, non ci può esse­re sicu­rez­za. Ma solo più pau­ra, più rab­bia e quin­di più pericoli”.
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