Giovedì 15 ottobre un operaio di 31 anni, Ayoub Abourabil è morto nel cantiere della nuova stazione AV di Firenze, in via Onofrio Zeffirini. Secondo le prime ricostruzioni sarebbe stato travolto da un pilone caduto durante le operazioni di scarico.
«Quello che è successo a Firenze non è un caso isolato. Nelle stesse ore altri due lavoratori hanno perso la vita in altre parti d’Italia, un ragazzo di 23 anni a Scerni, in Abruzzo, e un autotrasportatore di 61 anni a Cagliari. Tre morti in un solo giorno, in un Paese dove ogni anno ne contiamo più di mille. È un’emergenza nazionale e va trattata come tale». Queste le parole di Francesca Druetti, segretaria nazionale di Possibile, e di Carlo Buffa, portavoce di Toscana Possibile.
Buffa e Druetti ricordano il tremendo precedente avvenuto a pochissima distanza: «Nel febbraio 2024, dopo la strage di via Mariti, dicemmo che non si era trattato di un errore umano. La causa stava a monte: processi produttivi frantumati in decine di ditte in subappalto e controlli insufficienti, per una carenza ormai strutturale negli organici dell’Ispettorato del lavoro. Da anni denunciamo come il sistema di appalti e subappalti fondato su massimo ribasso e precariato consegni i lavoratori al ricatto e produca incidenti e morti. Il fatto che il cantiere dell’Alta Velocità sia un’opera pubblica rende il tutto ancora più grave».
Druetti attacca poi le scelte dell’esecutivo: «Di fronte a questa tragica emergenza nazionale la destra al governo ha trovato il modo per approvare un disegno di legge a firma del ministro Nordio che, con la scusa della semplificazione, deresponsabilizza le grandi imprese e rende più complesso il lavoro della magistratura per accertare eventuali reati».
«La nostra vicinanza va ai familiari e ai colleghi delle vittime», concludono Druetti e Buffa congiuntamente, «ma non ci stancheremo mai di ripeterlo: la sicurezza è una scelta politica e comincia da un lavoro dignitoso e pagato il giusto».










