“Elizabeth si trova ad essere vittima di una reazione spropositata e inqualificabile. La sua battaglia per i diritti degli italiani senza cittadinanza è sacrosanta e noi siamo con lei. Sempre. Oggi, però, deve battersi anche per i diritti di lavoratrice dopo il licenziamento dal lavoro di interprete che svolgeva alla Questura di Milano, senza alcun apparente motivo”. Lo dichiara Giuseppe Civati, fondatore di Possibile.

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare
Quello che l’Italia chiede, e che noi dobbiamo saper ascoltare, è un confronto serio sui contenuti, che coinvolga tutte le forze che vogliono costruire un’alternativa al governo Meloni. Un confronto che abbia al centro la Costituzione, che ancora una volta si è rivelata la bussola intorno a cui il Paese sa ritrovarsi. Perché la Costituzione non è solo il testo che abbiamo difeso al referendum, è l’orizzonte di un Paese più giusto che non abbiamo ancora costruito.









