9 maggio, Festa dell’Europa

9 mag­gio, Festa del­l’Eu­ro­pa. Nasce il grup­po di stu­dio e lavo­ro dedi­ca­to alla nostra Euro­pa e alle sfi­de del futu­ro. E ce ne sono mol­te da affron­ta­re. La cri­si sani­ta­ria, innan­zi­tut­to, che ha dimo­stra­to l’im­por­tan­za del­la coo­pe­ra­zio­ne, anche a livel­lo inter­na­zio­na­le, per scon­fig­ge­re un virus che ha scon­vol­to le vite di tut­te e tut­ti. La cri­si cli­ma­ti­ca, che va affron­ta­ta subi­to, per­ché il tem­po sta sca­den­do e il futu­ro — il nostro futu­ro e quel­lo di chi ver­rà dopo di noi — è sem­pre più incer­to. La cri­si migra­to­ria, una tra­ge­dia uma­ni­ta­ria che l’Eu­ro­pa ha per trop­po tem­po igno­ra­to, vol­tan­do le spal­le a miglia­ia e miglia­ia di per­so­ne abban­do­na­te sui nostri con­fi­ni. Le sfi­de prin­ci­pa­li del­la nostra epo­ca, han­no natu­ra trans­na­zio­na­le e pos­so­no uni­ca­men­te esse­re risol­te se affron­ta­te a livel­lo euro­peo e glo­ba­le. Lo affer­ma­va­no già Altie­ro Spi­nel­li ed Erne­sto Ros­si nel loro, nostro Mani­fe­sto di Ven­to­te­ne nel 1944. Ed è su que­sto pro­get­to che inten­dia­mo lavo­ra­re per aggiun­ge­re tas­sel­li fon­da­men­ta­li per un’Europa libe­ra ed uni­ta. E poi il lavo­ro e i dirit­ti del­le lavo­ra­tri­ci e dei lavo­ra­to­ri, per­ché la digni­tà non cono­sce con­fi­ni. Ma anche l’i­stru­zio­ne e la cul­tu­ra, l’u­ni­ver­si­tà e la ricer­ca, che appar­ten­go­no a tut­tə. Su que­sti temi, fon­da­men­ta­li per il nostro avve­ni­re, un’Europa fede­ra­le potreb­be per­met­te­re miglio­ri siner­gie e mag­gio­ri inve­sti­men­ti. Per tut­ti que­sti moti­vi, e per tan­ti altri anco­ra, è fon­da­men­ta­le por­re le basi di una pro­fon­da rifor­ma isti­tu­zio­na­le dell’UE, a par­ti­re dal supe­ra­men­to del­la pre­mi­nen­za del­la logi­ca inter­go­ver­na­ti­va (in par­ti­co­la­re del­la rego­la dell’unanimità) che bloc­ca ogni rifor­ma e rom­pe la soli­da­rie­tà in par­ti­co­la­re in mate­ria eco­no­mi­ca, socia­le, di immi­gra­zio­ne, di bilan­cio e di poli­ti­ca este­ra. Inol­tre si dovreb­be­ro con­fe­ri­re al Par­la­men­to euro­peo pie­ni pote­ri legi­sla­ti­vi in tut­ti i set­to­ri. Infi­ne in un con­te­sto di raf­for­za­men­to del prin­ci­pio di sus­si­dia­rie­tà, è neces­sa­rio coin­vol­ge­re ade­gua­ta­men­te vari livel­li di gover­no (loca­le, regio­na­le, nazio­na­le ed euro­peo). La costru­zio­ne dell’Europa del futu­ro dove­va esse­re l’oggetto del­la Con­fe­ren­za sul futu­ro dell’Europa che si apre uffi­cial­men­te pro­prio oggi. Nono­stan­te le sue ambi­zio­ni sia­no sta­te mol­to ridot­te rispet­to alle aspet­ta­ti­ve ini­zia­li, è impor­tan­te che tut­tə quan­tə par­te­ci­pia­mo a que­sta gran­de con­sul­ta­zio­ne. Par­lia­mo­ne, discu­tia­mo­ne, con­fron­tia­mo­ci, ma non dimen­ti­chia­mo mai chi c’è al cen­tro del nostro pro­get­to: le per­so­ne. Pro­prio nel perio­do più buio, in cui abbia­mo impa­ra­to a man­te­ne­re le distan­ze, abbia­mo anche sco­per­to quan­to è impor­tan­te col­la­bo­ra­re, coo­pe­ra­re, soste­ner­ci a vicen­da, per costrui­re insie­me un futu­ro soste­ni­bi­le, sen­za con­fi­ni, sen­za bar­rie­re — fisi­che, ma anche socia­li ed eco­no­mi­che. Ed è così che deve esse­re l’Eu­ro­pa: fede­ra­le, soli­da­le, equa, giu­sta, aper­ta al mon­do, che appar­ten­ga alle cit­ta­di­ne e ai cit­ta­di­ni.  Noi ci cre­dia­mo. Per unir­ti a noi, e par­te­ci­pa­re a que­sto nuo­vo grup­po di lavo­ro sull’Europa, invia una mail a [email protected]  

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