Vicini a Paolo Borrometi, per un giornalismo che scrive nomi e cognomi

Siamo vicini a Paolo, grati del suo instancabile lavoro, e continuiamo a essere dalla parte di tutti i giornalisti che scrivono di mafia facendo i nomi e i cognomi, prendendosi la responsabilità di squarciare il velo di omertà e di sottomissione che ancora purtroppo continua a soffocare intere zone del nostro Paese.
borrometi

Ancora una volta Paolo Borrometi si ritrova minacciato da uomini appartenenti alla criminalità organizzata: il giornalista siracusano (che già da tempo vive sotto protezione per le sue denunce) questa volta è il destinatario di un messaggio vergognoso (“”GRAN pezzo di m.., carabiniere, appena vedo di nuovo la mia faccia, di mio fratello, in un articolo tuo ti vengo a cercare fino a casa e ti massacro. E poi denunciami sta minchia, con le mani non c’è il carcere, pezzo di merda te lo dico già subito”) di Francesco De Carolis, pluripregiudicato e fratello di Luciano De Carolis, condannato per essere uno degli “elementi di spicco del clan Bottaro-Attanasio di Siracusa”.

Già nello scorso agosto (ne avevamo scritto qui) il giornalista dell’AGI era stato vittima di uno strano “furto” nella sua abitazione e proprio per questo avevamo chiesto, tramite un’interrogazione parlamentare, che venisse innalzato il grado di protezione. Siamo vicini a Paolo, grati del suo instancabile lavoro, e continuiamo a essere dalla parte di tutti i giornalisti che scrivono di mafia facendo i nomi e i cognomi, prendendosi la responsabilità di squarciare il velo di omertà e di sottomissione che ancora purtroppo continua a soffocare intere zone del nostro Paese.

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