Una mozione per Silvia Romano

Il silenzio ad oltre tre mesi di distanza è totale. Fatta eccezione per il Comune di Milano di cui è cittadina, alcune Acli e associazioni anch'esse coinvolte nella cooperazione e attività di volontariato in Africa che le hanno dedicato dei totem, ora rischia di cadere nel dimenticatoio.
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Il tempo passa e di Silvia Romano ancora nessuna traccia. Non si ha certezza di chi l’abbia rapita il 20 novembre 2018, se si trovi ancora in Kenya, se i rapitori siano semplici delinquenti o se facciano riferimento a qualche organizzazione armata che agisce a cavallo fra Kenya e Somalia, se il muro di omertà dei contadini e pastori della zona verrà abbattuto e si riuscirà finalmente a far luce sulla vicenda. Il silenzio ad oltre tre mesi di distanza è totale. Fatta eccezione per il Comune di Milano di cui è cittadina, alcune Acli e associazioni anch’esse coinvolte nella cooperazione e attività di volontariato in Africa che le hanno dedicato dei totem, ora rischia di cadere nel dimenticatoio.

Fra gli unici che ancora la ricordano troviamo Giuseppe Civati; a chiedere notizie al Governo e ad auspicare la liberazione insieme alle associazioni che (continuano) a chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni. Silvia non va dimenticata, la speranza di vederla tornare a casa non l’abbandoniamo. Fra gli altri, negli ultimi giorni, l’hanno ricordata anche Claudio Marchisio ed Ermal Meta. Su Twitter ancora resiste l’hashtag #SilviaLibera

Da questa speranza nasce la mozione, che trovate qui di seguito, da presentare in quanti più comuni possibile. Servirà a smuovere qualcosa, qualcuno, forse a far tornare un po’ di quell’attenzione che il tempo tende a diluire fino a cancellare del tutto. Aiutateci a ricordarla, fate sentire forte l’appello per vedere davvero #SilviaLibera.

Mozione per la liberazione di Silvia Romano

PREMESSO CHE

Il 20 novembre scorso è stata rapita in Kenya la cooperante milanese Silvia Costanza Romano, la 23enne era alla sua seconda missione in Africa con l’associazione Africa Milele Onlus per la quale seguiva progetti educativi a favore dei bambini;

Tutti i progetti gestiti dalle Ong e dalle associazioni sono monitorati da staff competenti e creano lavoro ed opportunità per i giovani locali ma anche per i nostri giovani;

Non si tratta dell’unica italiana privata della libertà in Africa, cinque mesi fa è stato rapito il missionario Luigi Maccalli in Niger e appena tre mesi fa sono scomparsi in Burkina Faso il veneto Luca Tacchetto insieme alla compagna canadese Edith Blais.

 

CONSIDERATO CHE

Mentre nei primissimi giorni gli stessi inquirenti parlavano di possibili svolte delle indagini dietro l’angolo. A quasi quattro mesi dal rapimento ancora non si sa nulla di Silvia Romano;

La famiglia ha chiesto da subito riserbo e, conseguentemente, per Silvia non sono state organizzate manifestazioni per chiederne la liberazione;

Neanche il silenzio e riserbo chiesti dal ministero degli Esteri finora hanno portato alla sua liberazione.

 

RICORDATO CHE

In gennaio Noordin Haji, il procuratore di Nairobi, aveva manifestato, a una delegazione italiana, l’intenzione di “procedere in maniera più decisa”. Anche se alla luce dei risultati investigativi non è dato sapere se ciò sia avvenuto;

Non essendoci stata alcuna rivendicazione da parte dei gruppi armati la sua liberazione diventa ancora più difficoltosa;

Nonostante Silvia stia rischiando la vita, attorno al suo rapimento (come spesso accade per le cooperanti) si è scatenato un acceso dibattito condito dalle offese e dalla denigrazione sulla stampa e sui social da parte dei soliti leoni da tastiera che si fanno scudo con lo slogan ‘aiutiamoli a casa loro’ salvo poi dileggiare chi lo fa sul serio.


Il consiglio comunale

ESPRIME solidarietà, sostegno e vicinanza alla famiglia e alla sua organizzazione in questo momento difficile;

CHIEDE all’Amministrazione comunale di impegnarsi a collaborare con gli enti preposti affichè il Governo Italiano riferisca quanto prima circa la situazione di Silvia Romano;

CHIEDE all’Amministrazione comunale di predisporre un totem con la sua foto all’ingresso del municipio perché non venga dimenticata;

CHIEDE all’Amministrazione comunale di inviare questa mozione al Presidente della Regione e al Presidente del Consiglio dei Ministri affinchè, sensibilizzati, possano assumere ogni iniziativa di competenza utile affinchè si pervenga alla liberazione di Silvia Romano;

CHIEDE al Governo Italiano di impegnarsi a promuovere in tutte le sedi istituzionali opportune – con particolare riferimento all’Unione Europea oltrechè al Kenya – affinchè si attivino per la liberazione di Silvia.

 

Stefano Artusi

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