bufale

Quest'anno Matteo Salvini, prima e dopo essere entrato al Viminale da Ministro-Vicepremier, si è lungamente prodigato in una personalissima campagna elettorale permanente fatta d'odio, bufale, distorsione della realtà e storytelling nazionalpopolare.
Niente di fondato nella dichiarazione dell’esponente leghista riportata ieri da La Verità, che avrebbe potuto impiegare lo stesso tempo che abbiamo impiegato noi (non più di un quarto d’ora) per verificare la notizia falsa che hanno rilanciato.
Come tutti sanno, il ministro Salvini è molto “social”, nel senso che ogni giorno, attraverso il suo social media manager, ora a contratto con il ministero, quindi pagato da noi, commenta e diffonde le notizie che gli fanno comodo (su quelle che non gli fanno comodo sorvola) aizzando sui suoi profili i fans, quelli con la bandierina italiana, o peggio con qualche altro nick o simbolo non proprio rassicurante, che non si fanno certo pregare per insultare lo straniero o il comunista di turno.
Per sostenere una riforma costituzionale (per di più di un terzo della Costituzione) bisognerebbe almeno conoscerla. Nei numerosi dibattiti e incontri di questi lunghi mesi di campagna referendaria abbiamo, invece, constatato il contrario.
Una per una, tutte le risposte alle bufale referendarie che sempre più circolano in queste ultime ore di campagna. Da utilizzare con gli amici all'aperitivo, ai banchetti, alle ultime iniziative che ci separano dal voto più atteso di questa stagione politica, e per il quale è necessario rimanere mobilitati fino all'ultimo secondo utile.