«Per l’ennesima volta Giorgia Meloni prende di mira la magistratura, colpevole di fare il suo mestiere: applicare la legge, valutare i fatti e non seguire ciecamente la narrazione mediatica costruita in questi giorni contro una persona sbattuta in prima pagina come un criminale. La gip di Milano ha deciso di non convalidare il fermo di Youssef Siher, e per la presidente del Consiglio è una decisione vergognosa. Vergognoso, semmai, è trattare ogni decisione che non piace al governo come un attacco allo Stato». Lo dichiara Francesca Druetti, segretaria nazionale di Possibile.
«Ormai è un copione che conosciamo a memoria. La destra distribuisce condanne e assoluzioni a mezzo stampa, con il sostegno di buona parte dei giornali, per convincere l’opinione pubblica, dimenticando il garantismo di cui si fanno tanto spesso vanto. I giudici, che i fatti li esaminano davvero, smentiscono: per fortuna esiste ancora la separazione dei poteri. A quel punto la destra attacca i giudici. È un circolo vizioso in cui a perdere è sempre lo Stato di diritto».
«Possibile lo ha sempre detto: non si possono creare nuovi reati dal nulla solo perché certe idee o certe forme di critica al governo non piacciono. Il dissenso non è un crimine, e non può diventarlo per decreto o per titolo di giornale».
«Nel frattempo, siccome la realtà non si presta al teatrino della destra, le ragioni delle proteste restano esattamente al punto di prima, a cominciare dal carovita. Ma di questo Meloni e i suoi preferiscono non parlare, perché dovrebbero pensare a delle soluzioni che, evidentemente, non interessano», conclude Druetti.










