Possibile ha sempre avuto la patrimoniale nel proprio programma. Ne parlavamo quando sembrava l’indicibile, quando bastava nominarla per far storcere il naso a destra come a sinistra. Oggi il tema è finalmente entrato nel dibattito pubblico, e non ci stupisce: il costo della vita sale, i servizi pubblici arretrano, mentre i patrimoni di pochissimi crescono a dismisura. Un Paese non può reggere a lungo disuguaglianze così”. Lo dichiara Francesca Druetti, segretaria nazionale di Possibile.
“Per questo sfidiamo il campo largo a essere coraggioso. Se stanno scrivendo il programma proprio in queste settimane, bene: che si parli apertamente di un’imposta sulle grandi ricchezze, senza giri di parole e senza rimandare. È fondamentale per costruire un’alternativa credibile ed efficace alle destre e a un governo che pensa soltanto ai ricchi.
“Il principio è semplice: chi ha di più deve dare qualcosa in più. Servono risorse vere per finanziare scuola e sanità pubbliche, per contrastare il carovita che erode salari e pensioni, e per sostenere una transizione ecologica che non pesi sulle spalle delle classi più povere. O la paga chi ha accumulato di più, o la pagheranno, come sempre, quelli che hanno meno. Noi stiamo dalla parte di questi ultimi”.
“Le proposte, del resto, esistono già. Quella di Oxfam — di cui abbiamo parlato insieme a Riccardo Staglianò alla nostra festa nazionale — prevede di tassare lo 0,1% più ricco della popolazione generando circa 15 miliardi di euro di gettito. Il 15 novembre si chiude la raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare 1%equo, che abbiamo sostenuto insieme a Rifondazione Comunista e a decine di accademici, esperti e personalità della società civile. Le 50.000 firme necessarie sono già state raccolte: segno che nel Paese c’è voglia di discuterne. I testi sul tavolo ci sono. Adesso discutiamone”, conclude Druetti.










