E se avesse avuto ragione Zanda?

Fiutata la preda, al Nuovo centro destra non deve esser parso vero poterla afferrare, azzannarla e stringerla così facilmente, quasi affondando, piccola lama contorta, nel burro caldo del corpaccione del Partito democratico.
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Fiu­ta­ta la pre­da, al Nuo­vo cen­tro destra non deve esser par­so vero poter­la affer­ra­re, azzan­nar­la e strin­ger­la così facil­men­te, qua­si affon­dan­do, pic­co­la lama con­tor­ta, nel bur­ro cal­do del cor­pac­cio­ne del Par­ti­to demo­cra­ti­co. E se pen­sa­te che sia cini­co, squal­li­do e cat­ti­vo il com­por­ta­men­to di Alfa­no e soci in rela­zio­ne alla que­sti­ne dei dirit­ti del­le cop­pie del­lo stes­so ses­so, devo dir­vi che la pen­so come voi: dif­fi­cil­men­te avrei pre­so il caf­fè con quel­li, imma­gi­nia­mo­ci far­ci un gover­no di legi­sla­tu­ra insie­me.

Non mi sor­pren­de, quin­di, la con­dot­ta dei “neo­cen­tro­de­stri­sti”. Come non mi sor­pren­de il “retro­sce­ni­smo” di palaz­zo che vuo­le Denis Ver­di­ni e il suo grup­po pron­ti a vota­re la fidu­cia al gover­no sul maxie­men­da­men­to in tema di unio­ni civi­li. Quel­lo che un po’ mi incu­rio­si­sce è cosa ne pen­si­no al Pd. Per dire, quan­do ci fu l’elezione degli uomi­ni del grup­po costi­tui­to dall’ex brac­cio destro di Ber­lu­sco­ni (Alfa­no, evi­den­te­men­te, dove­va esser­ne il sini­stro) ad alcu­ne vice­pre­si­den­ze di com­mis­sio­ne al Sena­to, Lui­gi Zan­da spie­gò al suo omo­lo­go di For­za Ita­lia, e con peri­zia di ragio­na­men­to, che «in Par­la­men­to chi vota la fidu­cia al gover­no è in mag­gio­ran­za, chi non la vota è all’opposizione».

Ecco, sic­co­me non pos­so dubi­ta­re che il pre­si­den­te del grup­po alla came­ra alta del più impor­tan­te par­ti­to ita­lia­no non sap­pia come fun­zio­ni­no le que­stio­ni all’interno dei rap­por­ti par­la­men­ta­ri, devo sup­por­re che, da ora, Ver­di­ni e la sua Allean­za Libe­ral­po­po­la­re Auto­no­mie, Ala per gli ami­ci, andran­no con­si­de­ra­ti orga­ni­ca­men­te par­te del­la mag­gio­ran­za.

A meno che Zan­da non aves­se tor­to allo­ra. Nel caso, però, i pun­ti­glio­si potreb­be­ro ecce­pi­re che, essen­do la posi­zio­ne del capo­grup­po Pd a Palaz­zo Mada­ma all’epoca tesa al respin­gi­men­to dell’ipotesi di un’adesione di Ver­di­ni alla coa­li­zio­ne di gover­no in quel­la fase, il suo aver tor­to ai tem­pi signi­fi­che­reb­be che in quel­la coa­li­zio­ne i ver­di­nia­ni ci fos­se­ro già entra­ti, al con­tra­rio, appun­to, di quel­lo che soste­ne­va Zan­da. Ché in par­la­men­to due pos­si­bi­li­tà ci sono, come lo stes­so espo­nen­te dem ebbe a pre­ci­sa­re in rispo­sta a Pao­lo Roma­ni: o si è in mag­gio­ran­za, o si è all’opposizione.

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