Sembra strano, ma nessuno lo dice con chiarezza. Siamo in guerra. Alleati con gli Stati Uniti, contro l’Isis in Libia, a 300 km dalle nostre coste. Siamo in guerra a seguito di una dichiarazione unilaterale, arrivata direttamente dalla Casa Bianca. Abbiamo dato totale disponibilità della base di Sigonella, tra una settimana partirà l’operazione congiunta Italia/Stati Uniti contro la Libia dell’Isis. Si parla anche di un possibile intervento di terra. E’ molto strano: il Governo Renzi aveva dichiarato di non avere fretta di intervenire, che avrebbe seguito la linea della prudenza. Ma, a seguito delle decisioni americane, non abbiamo evidentemente autonoma capacità decisionale e seguiamo a pancia piatta il nostro “alleato”.

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare
Quello che l’Italia chiede, e che noi dobbiamo saper ascoltare, è un confronto serio sui contenuti, che coinvolga tutte le forze che vogliono costruire un’alternativa al governo Meloni. Un confronto che abbia al centro la Costituzione, che ancora una volta si è rivelata la bussola intorno a cui il Paese sa ritrovarsi. Perché la Costituzione non è solo il testo che abbiamo difeso al referendum, è l’orizzonte di un Paese più giusto che non abbiamo ancora costruito.









