Francesca Druetti interviene all’evento “Roma, città di Pace”

L’alternativa a questo nostro governo autoritario e codardo, che sta dando davvero una penosa immagine di sé, soprattutto in queste settimane: tra la campagna referendaria oscena che sta facendo e la posizione da zerbino che ha nei confronti di Trump e in generale della politica estera - passa necessariamente per la pace.

Inter­ven­to all’e­ven­to “Roma una cit­tà di Pace”, 12 mar­zo 2026

Io cre­do che l’analisi del­lo sce­na­rio com­ples­sis­si­mo in cui ci tro­via­mo sia al con­tra­rio sem­pli­cis­si­ma. Tri­ste­men­te sem­pli­ce. Il model­lo fos­si­le, pre­da­to­rio, aggres­si­vo, patriar­ca­le, colo­nia­le non vede nel­la guer­ra un’a­no­ma­lia o un’eccezione, ma pro­prio il con­tra­rio. 

È il model­lo che ha conia­to la dolo­ro­sa­men­te famo­sa fra­se “espor­ta­re la demo­cra­zia” e che con­ti­nua a ren­der­la attua­le nono­stan­te decen­ni di fal­li­men­to e il solo risul­ta­to che pure in patria la demo­cra­zia non è pro­prio in salu­te. È il model­lo che appli­ca alle stes­se guer­re degli odio­si dop­pi stan­dard, che rie­sce a chia­ma­re “tre­gua” il con­ti­nua­re del­la distru­zio­ne geno­ci­da di Gaza.

Nel frat­tem­po, non casual­men­te, assi­stia­mo a poli­ti­che che cri­mi­na­liz­za­no il dis­sen­so e le mobi­li­ta­zio­ni. Per­ché sap­pia­mo che que­sti sono gli stru­men­ti del­la cit­ta­di­nan­za atti­va per fare sen­ti­re la pro­pria voce. Per­ché non è vero che non scen­de in piaz­za nes­su­no in que­sto pae­se. So che non lo devo dire a noi che sia­mo qui oggi, ma è bene ricor­dar­lo per­ché anche que­sto è un modo per ane­ste­tiz­za­re, accan­to al repri­me­re. Que­sto pae­se è sce­so in piaz­za per la Flot­ti­la, per la Pale­sti­na, con­tro gli sgom­be­ri dei cen­tri socia­li. È sce­so in piaz­za per il cli­ma, con­tro la vio­len­za di gene­re, per i dirit­ti lgb­tiq. E scen­de­re­mo di nuo­vo in piaz­za il 28 mar­zo. È chia­ro che que­sto ter­ro­riz­za un gover­no come il nostro.

Altret­tan­to non casual­men­te, in Euro­pa stan­no votan­do un rego­la­men­to sul­la pel­le del­le per­so­ne migran­ti che ci dote­rà di una ICE anche in Euro­pa. 

E poi, come dice­va Gian­lu­ca Pecio­la pri­ma, le for­ze poli­ti­che che con­di­vi­do­no que­sto spa­zio di rifles­sio­ne, che pen­sa­no come noi che la poli­ti­ca deb­ba rap­pre­sen­ta­re anche all’interno del­le isti­tu­zio­ni le istan­ze del­le piaz­ze, devo­no pren­de­re que­sto impe­gno con noi. Di esse­re le for­ze che si pon­go­no la mis­sio­ne di por­ta­re la pace nel dibat­ti­to e nei palaz­zi. Con tut­to il por­ta­to inter­se­zio­na­le che que­sto com­por­ta: la giu­sti­zia socia­le e ambien­ta­le, la dife­sa del­lo sta­to di dirit­to, dei dirit­ti costi­tu­zio­na­li, dei dirit­ti tut­ti, socia­li e civi­li, sen­za lasciar­ci fre­ga­re dai distin­guo. Trump con una mano met­te le tarif­fe, con l’altra bom­bar­da, con un’altra anco­ra fa una guer­ra inces­san­te alle per­so­ne trans e al dirit­to all’aborto. Non è che sta a per­de­re tem­po a spie­ga­re per­ché tut­to è col­le­ga­to come dob­bia­mo fare noi trop­po spes­so.

Ecco, l’alternativa a que­sto nostro gover­no auto­ri­ta­rio e codar­do, che sta dan­do dav­ve­ro una peno­sa imma­gi­ne di sé, soprat­tut­to in que­ste set­ti­ma­ne: tra la cam­pa­gna refe­ren­da­ria osce­na che sta facen­do e la posi­zio­ne da zer­bi­no che ha nei con­fron­ti di Trump e in gene­ra­le del­la poli­ti­ca este­ra — pas­sa neces­sa­ria­men­te per la pace. Che non si potrà fare in un gior­no, ma che deve esse­re fat­ta di posi­zio­ni chia­re, net­te: dire no all’uso del­le basi, no all’aumento del­le spe­se mili­ta­ri, no a insab­bia­re i cri­mi­ni di guer­ra, no alla nazio­na­le di Israe­le nei nostri sta­di, no al rapi­men­to dei cit­ta­di­ni ita­lia­ni su bar­che che por­ta­no aiu­ti uma­ni­ta­ri.  

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